Storie Web martedì, Aprile 14

Lo sa bene chi si sposta ogni giorno per motivi di lavoro o di studio: l’Italia si muove in massa, tutti i giorni. In numeri si tratta di oltre 30 milioni di persone, più della metà della popolazione. Un flusso continuo che pesa per oltre il 58% degli spostamenti complessivi. Poco è cambiato rispetto al passato: nel 2011 erano 28,8 milioni del 2011 ma il modello resta inchiodato su abitudini consolidate, con il mezzo privato che continua a dominare la scena. La radiografia è del primo rapporto dell’Osservatorio Mobisco, promosso da Most (Centro nazionale per la mobilità sostenibile) e presentato il 14 aprile a Milano.

Automobile regina

Travolti da una rete che fatica a reggere, i cittadini scelgono l’auto. Parliamo di circa 18 milioni di persone. Tra i lavoratori la quota sale ancora: il 73,7% usa solo mezzi privati, mentre appena il 7% si affida esclusivamente al trasporto pubblico. Non stupisce quindi che il trasporto collettivo resti fermo al 17%: l’offerta è disomogenea, soprattutto fuori dai grandi centri urbani. Il risultato è un sistema sbilanciato, dove la mobilità sostenibile resta più un obiettivo che una realtà. Le radici di queste differenze, spiega il rapporto, affondano nei territori. Al Nord si concentra il grosso della mobilità per lavoro, con il 71% degli spostamenti sistematici, mentre al Sud pesa di più la componente legata allo studio. Ancora più evidente il divario sugli spostamenti fuori comune: Lombardia e Veneto superano il 50%, mentre Lazio e Sicilia si fermano al 27%. Una fotografia che racconta infrastrutture, opportunità e servizi che cambiano radicalmente da un’area all’altra.

Il pendolarismo fuori dal Comune

Un elemento di forte pressione infrastrutturale è rappresentato dagli spostamenti fuori dal comune di residenza, che riguardano il 42,5% degli spostamenti sistematici totali. Questa tendenza è particolarmente accentuata in regioni come la Lombardia (57%) e il Veneto (54%), a fronte di valori sensibilmente inferiori in Lazio e Sicilia (27%). Un fenomeno alimentato anche dall’assenza di offerta di alloggi a prezzi sostenibili, così come per gli studenti universitari.

Gli studenti scelgono il treno

Tra i 10 milioni di studenti coinvolti, il quadro cambia con l’età. Nelle scuole dell’obbligo si va ancora molto a piedi, ma gli scuolabus restano marginali, fermi al 3-4%. Il vero salto arriva all’università: 28 chilometri medi al giorno per raggiungere le sedi di studio. Una distanza che pesa anche in termini ambientali, con oltre 5 kg di CO2 per ogni giornata tipo. Non stupisce che il treno diventi la prima scelta nel 51,4% dei casi, seguito dal trasporto pubblico locale per il 26,7 per cento.

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