Storie Web giovedì, Ottobre 15

Continua a crescere il numero degli alberi piantati ogni anno nel nostro Paese. Dalla primavera 2025 alla primavera 2026 ne sono stati messi a dimora quasi 3,7 milioni, il 17% in più dell’anno precedente. In quattro anni (dalla primavera 2022) sono stati oltre 12milioni gli alberi piantati su una superficie di 16.889 ettari.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

A disegnare il quadro della situazione è l’Atlante delle foreste, il rapporto messo a punto per Il Sole 24 Ore del Lunedì da AzzeroCO2 (società di consulenza per la sostenibilità e l’energia) e Legambiente, in collaborazione con la Compagnia delle foreste, che quest’anno è arrivato alla sesta edizione.

I benefici economici

Le nuove infrastrutture verdi restituiscono l’investimento iniziale in quattro o cinque anni dalla messa a dimora, dopodiché generano effetti positivi per decenni. Come nei Report precedenti, l’Atlante non si limita a censire i progetti di forestazione urbana ed extraurbana ma, attraverso l’applicazione della metodologia sviluppata da AzzeroCO2 con il supporto di Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) quantifica i benefici economici generati dalle piantagioni. Gli effetti positivi sono molteplici e vanno dal contenimento dei cambiamenti climatici (le piante assorbono CO2, il principale gas serra responsabile del surriscaldamento del pianeta) alla prevenzione del dissesto idrogeologico. Le aree verdi regolano inoltre la qualità dell’aria, mitigano gli eventi estremi, riducono l’erosione del suolo, producono materie prime e alimenti, spingono il turismo e le attività ricreative.

La quantificazione dei benefici rivela che gli alberi messi a dimora nel 2025 (il periodo considerato va sempre da primavera a primavera e quindi, per il 2025, dalla primavera 2025 a quella del 2026) genereranno 27,8 milioni di euro all’anno per ogni anno di vita delle piante. E, se si considerano gli effetti positivi prodotti dagli alberi piantati dal 2022 al 2026, il valore economico supera gli 88 milioni di euro all’anno.

La spinta del Pnrr

A spingere la crescita delle piantumazioni negli ultimi due anni sono stati soprattutto gli interventi effettuati dalle città metropolitane che hanno accelerato nell’utilizzo dei fondi Pnrr in vista della scadenza del 30 giugno 2026. La partenza era stata infatti lenta e nel 2022 solo Torino e Venezia avevano avviato i cantieri. Fra la primavera del 2025 e quella del 2026 le città metropolitane hanno invece messo a dimora più di 1,4 milioni di piante, il quadruplo di quelle censite l’anno precedente. La maggior parte delle piantumazioni (il 59%) è stata effettuata da Torino e Roma.

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