Infine, ultimo pari merito per il secondo posto, è la padovana Sit che ha proprio nel core business l’efficienza energetica visto che produce sistemi di misurazione dei consumi di gas e acqua.
Gli altri premi
Al terzo posto, ci sono due aziende come Avio e Iren. Nel caso di Avio, tra l’altro, proprio quest’anno, a fine marzo quando il monitoraggio dell’Osservatorio era già stato completato, è entrata nell’indice Ftse Mib, quello delle blue chip di Piazza Affari. Un segmento che appunto l’Osservatorio Esg non copre vista l’ampia visibilità di cui già gode. Avio, come già altri gruppi, integra obiettivi Esg nel sistema incentivante del proprio management. L’altro ex aequo per il terzo posto è Iren, multiutility con sede a Reggio Emilia, che da anni ha intrapreso il percorso della sostenibilità e che lavora moltissimo sul rapporto con territori e stakeholder.
La premiata dell’Egm
Il segmento dell’Egm, l’ex Aim Italia di Piazza Affari, è quello dedicato alle piccole imprese ad alto potenziale. Come nel 2025, è stata premiata l’azienda con i migliori parametri segnalati dagli indicatori dell’Università Milano-Bicocca. È Arterra Bioscience, società biotech napoletana, che ha il proprio punto di forza nel rapporto con gli atenei, i centri di ricerca e che punta moltissimo sui giovani ricercatori.
Il confronto sul greenwashing
Prima della premiazione, si è tenuta una tavola rotonda dal titolo “Greenwashing, come prevenire e gestire i rischi”. Un argomento di grande attualità quello delle “verniciate di verde”, la comunicazione ingannevole sul versante ambientale, che alla fine è stata regolamenta dall’Unione europea con una direttiva, la 2024/825 recepita in Italia con il 20 febbraio, e che entrerà in vigore il 27 settembre prossimo.
Una vera e propria svolta per limitare appunto la comunicazione ingannevole e su cui vigilerà l’authority dell’Antitrust: verranno modificate tra l’altro alcune importanti norme del Codice al Consumo.












