L’impatto economico del conflitto in Iran si allarga tra i consumatori: per 64 italiani su cento questo è il momento giusto per valutare con maggiore attenzione i contratti energetici e ridurre i rischi futuri con la preoccupazione per l’inflazione che torna ai massimi da dicembre 2023. Soltanto il 20% dei consumatori ritiene questo un buon momento per fare acquisti importanti. Un segnale di fiducia arriva invece dai viaggi che continuano a trainare i progetti di consumo nonostante lo scenario complicato.
È quanto emerge dall’Osservatorio mensile Findomestic. In vista delle prossime vacanze estive solo il 14% ha deciso di rinunciare a partire, il 51% non ha modificato i suoi programmi, il 35% li sta rivedendo, orientando la scelta della destinazione soprattutto verso l’Italia ma anche verso il nord-centro Europa e la parte occidentale del Mediterraneo.
Il contesto generale comunque non aiuta le famiglie: il 44% si definisce in una situazione economica problematica e quattro italiani su dieci non sono riusciti a risparmiare negli ultimi dieci mesi. Le intenzioni d’acquisto, tuttavia, sono calate soltanto dell’1,1% rispetto al mese precedente pur essendo a livelli già bassi nell’ultimo anno.
«Il timore economico è il fattore che influisce di più sugli italiani», commenta il responsabile dell’Osservatorio Findomestic, Claudio Bardazzi. «Le aspettative di prezzi in crescita rendono le famiglie più caute, ma la tenuta delle intenzioni d’acquisto dovrebbe sostenere la domanda. La progettualità rimane e può essere concretizzata se l’offerta riesce a rassicurare e dare certezze al consumatore, ad esempio sul fronte energetico con proposte di contratti energia a costo fisso o soluzioni pratiche per migliorare l’efficienza energetica di casa».












