In una regione in cui la superficie olivicola supera i 183.000 ettari, di cui quasi il 30% coltivato a biologico, seconda per estensione solo alla Puglia, la Calabria, terra in cui l’ulivo è patrimonio naturale inestimabile e simbolo identitario che ne accompagna da secoli la storia, ora trema per la diffusione della Xylella fastidiosa della sottospecie pauca. Pronto un piano di contenimento sul modello del Sistema Puglia, regione che per prima, a partire dal 2013, ha affrontato la sindrome del disseccamento dell’olivo con nuove politiche fitosanitarie e strategie di prevenzione ad hoc. Negli anni il batterio ha cambiato dinamica, in molte zone è stato arginato ma non del tutto sconfitto.
Sette piante infette
Sette le piante di ulivo infette, individuate in una zona agricola a ridosso del centro urbano di Taurianova, in Contrada Olivetella, area interna della fertile Piana di Gioia Tauro in provincia di Reggio Calabria, dove la produzione dell’olio sfiora gli 11 milioni di litri, rappresentando più di un terzo di quella regionale, per un giro d’affari complessivo – in base ai dati dell’ultimo report del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria – che si attesta intorno ai 650mln di euro.
Il decreto della Regione a tutela della filiera olearia
Tempestive le reazioni: il dipartimento regionale Agricoltura, aree interne e politiche di connessione territoriale, a seguito della relazione tecnica e fitosanitaria di Arsac (Azienda regionale per lo sviluppo dell’agricoltura calabrese), ha accertato la presenza del batterio. E ha appena emanato un decreto per circoscrivere l’area infetta in un raggio di 80 metri, estendere per 2,5 km di larghezza l’area cuscinetto e programmare operazioni di eradicazione, nell’ottica della salvaguardia del patrimonio olivicolo regionale e dell’intera filiera olearia. Il tutto notificato anche ai proprietari.
Attacco da sud
«Mai avremmo immaginato un simile attacco da sud – spiega Gianluca Gallo, assessore regionale all’Agricoltura -. Temevamo tutt’al più la diffusione del batterio da nord, dall’alto Ionio cosentino, e invece il primo a essere colpito è stato un ulivo all’interno del cortile di un’abitazione privata di Taurianova. E altri sei alberi di un terreno attiguo. Ci siamo mossi rapidamente, approfittando del fatto che in estate gli insetti vettori non si spostino. Nel frattempo abbiamo strutturato l’unità di crisi coinvolgendo l’Arsac, il Crea, i Carabinieri forestali, la Città metropolitana di Reggio Calabria, l’università Mediterranea e il nostro dipartimento».
Ristori garantiti
«Al momento siamo fiduciosi, il problema non rappresenta un danno all’economia dei territori interessati, e oltretutto il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ci ha già garantito ristori per la ripiantumazione. Facciamo tesoro di quanto già è accaduto in Puglia – aggiunge Gallo – e puntiamo sull’innovazione tecnologica per sviluppare sistemi innovativi in grado di prevenire la diffusione del batterio».
