L’Intelligenza artificiale in fabbrica non è più soltanto un software che analizza dati, genera report o suggerisce decisioni da una dashboard. La traiettoria che emerge da Sps Italia 2026, la fiera dell’automazione e del digitale per l’industria fino al 28 maggio alle Fiere di Parma, è più concreta: l’AI comincia a vedere, misurare, ispezionare, dialogare con le macchine e guidare sistemi robotici nel mondo fisico della produzione.
È il passaggio dalla fabbrica connessa alla fabbrica capace di apprendere e reagire. Una trasformazione che prende forma attorno a una parola chiave sempre più ricorrente nel programma della manifestazione: physical AI, l’intelligenza artificiale applicata a robot, cobot, droni, sistemi di visione, sensori e piattaforme di automazione. Il punto non è più soltanto raccogliere dati dalle linee produttive, ma trasformarli in azioni: individuare un’anomalia, correggere un parametro, avvisare un operatore, guidare un’ispezione, ridurre uno scarto, rendere più sicuro un intervento in un ambiente critico.
La quattordicesima edizione di Sps Italia si presenta come un osservatorio sulle tecnologie che stanno ridisegnando la manifattura e i temi chiave del programma lo confermano: AI agents, robotica e physical AI, Software-defined manufacturing, Industrial IoT ed Esg. Il dato interessante, però, non è la presenza dell’AI in sé, ormai diventata una formula ricorrente in ogni settore produttivo. La novità è il suo spostamento dal piano dell’analisi a quello dell’azione. Nei casi presentati nell’area Focus AI, l’Intelligenza artificiale industriale entra infatti in videocamere, robot, droni, piattaforme di automazione, sistemi di controllo qualità e strumenti di manutenzione. Non è più solo uno strato software che interpreta ciò che accade in fabbrica: diventa parte del processo fisico.
Un primo filone riguarda l’AI che osserva e interpreta la produzione. Fra gli esempi concreti presentati in fiera, per esempio, 40Factory ha portato a Parma tre sviluppi collegati ma distinti. Il primo è l’evoluzione di Mat, la piattaforma Industrial IoT che raccoglie, connette e rende azionabili i dati delle macchine. Il secondo è Wilson.ai, nella doppia dimensione conversazionale e agentica: da un lato assistenti capaci di rispondere attingendo alla conoscenza tecnica dell’azienda, come manuali, schemi, procedure e documenti; dall’altro agenti AI che monitorano i dati macchina, individuano anomalie, suggeriscono interventi e possono agire su processi definiti. Il terzo è Sentra, nuova soluzione di AI video intelligence, pensata per analizzare in tempo reale i flussi video delle telecamere industriali, rilevare anomalie di processo, identificare oggetti ed effettuare misurazioni.
La telecamera, in questa prospettiva, non è più soltanto uno strumento di sorveglianza, ma un sensore intelligente dentro il flusso operativo. È lo stesso salto che si ritrova nel controllo qualità. IDEA, società di ingegneria specializzata in automazione industriale, robotica e sistemi di visione e che si definisce una “sartoria tecnologica”, ha presentato per esempio una cella robotizzata per l’ispezione qualitativa e metrologica per Il settore manifatturiero. La soluzione integra tre sistemi di visione indipendenti: un’ottica liquida autofocus per l’analisi delle serigrafie, un sistema per il controllo perimetrale a 360 gradi e una stazione telecentrica per misurazioni centesimali. L’obiettivo è portare oggettività e velocità in processi dove estetica, precisione e funzionalità tecnica devono essere controllate insieme.

