Di pianeti che stanno in altri sistemi solari ne conosciamo oramai con certezza più di 7000 e possiamo dire che probabilmente sono moltissime le stelle che hanno un sistema di pianeti. Insomma, le recenti scoperte, parliamo degli ultimi 30 anni, ci hanno tolto anche l’ultima speranza di essere “unici” nell’universo.
Se possiamo fare una breve digressione storica, prima Copernico e Galileo ci hanno detto che siamo noi, piccolo pianeta roccioso, a ruotare attorno al Sole, poi, negli ultimi 100 anni, abbiamo imparato che quella striscia biancastra che solca il cielo nelle notti più buie è la nostra vera casa: la Galassia, fatta di almeno 100 miliardi di stelle; ed infine che esistono almeno un centinaio di miliardi galassie. Nel 1995, poi, è stato scoperto il primo pianeta attorno a un’altra stella e così l’unicità del sistema solare nostro se ne è andata. L’Universo si è preso quasi una rivincita e ci ha ricollocato nel cantuccio che ci compete.
Oggi troviamo anche che i pianeti “eso” hanno lune “eso” e dobbiamo pensarci bene.
È una bella scoperta, che soprattutto ci insegna molto, ad iniziare dal fatto che con la astrofisica dei sistemi planetari abbiamo tanto da imparare. Un momento però: gli astrofisici hanno fatto il possibile con quello che potevano vedere, cioè il nostro di sistema solare. Ora che andiamo a spasso nelle vicinanze del Sole, con telescopi sempre più potenti, scopriamo una varietà impressionante di casi diversi. Per fare un esempio, è come se fino al 1995, dalla comparsa dell’umanità sul pianeta, avessimo studiato le automobili basandoci solo su quella unica che avevamo in garage. Oggi possiamo invece vedere auto di ogni tipo, marca e colore. Una bella differenza, ovvio che ci si senta spesso spaesati.
A questo punto guardiamo da vicino quel che i ricercatori ci dicono. Al centro del sistema c’è una stella di tipo M, piccola e fredda, sui 2500 gradi in superfice. Nell’immagine è il punto luminoso in alto a sinistra. La stella evolve in modo molto, molto lento, talmente che si pensa che forse nessuna nana rossa ha ancora finito il suo ciclo vitale dall’inizio dell’universo. Può durare molti e molti miliardi di anni, un po’ una rappresentazione del nostro proverbio: Chi va piano va sano e va lontano. Ne conosciamo parecchie di questo tipo: Proxima del Centauro, la stella più vicina a noi, a soli 4,24 anni luce, è proprio una nana rossa.
