Luca Parmitano sarà il pilota di Artemis III. La Nasa lo ha annunciato il 9 giugno al Johnson Space Center di Houston: l’astronauta italiano dell’Agenzia spaziale europea (l’Esa), 49 anni, catanese di origine, volerà nella capsula Orion insieme con il comandante Randy Bresnik e gli specialisti di missione Frank Rubio e Andre Douglas nella prossima missione del programma lunare statunitense. È il primo europeo a ricoprire un ruolo operativo primario nel programma.
In orbita terrestre bassa per circa due settimane, nella seconda metà del 2027, la missione dovrà dimostrare che Orion sia in grado di eseguire manovre di prossimità, attracco e sganciamento con i due lander lunari, Blue Moon di Blue Origin e Moonship di SpaceX. Operazioni che, come Parmitano conferma, saranno in buona parte effettuate manualmente. E che costituiranno un passaggio nodale per l’allunaggio umano, previsto dalla missione Artemis IV nel 2028.
Il quadro tecnico, però, è ricco di incognite: l’unica rampa disponibile per lanciare Blue Moon è stata compromessa da un’esplosione del razzo New Glenn pochi giorni fa. Il suo ripristino potrebbe richiedere mesi. Starship, dal canto suo, non ha ancora effettuato un volo orbitale completo. “Entrambi i lander voleranno per la prima volta su Artemis III – dice Parmitano evidenziando, senza nemmeno troppa enfasi, la complessità della missione – non c’è alternativa all’ottimismo” aggiunge, con quella calma che ormai gli è riconosciuta come cifra professionale, quella di un astronauta capace di cavarsela bene anche in momenti di estrema criticità.
Parmitano, quanto pensa abbiano contato nel selezionarla il modo in cui gestì la sua seconda attività extraveicolare – quando per un’avaria della tuta rischiò di annegare in orbita – e la sua esperienza da pilota collaudatore sperimentale dell’Aeronautica?
“Da zero a cento? Cento. Credo che la mia esperienza sia stata alla base dell’assegnazione, non solo ad Artemis III, ma del mio ruolo specifico. Non potrei esserne più felice, perché, da ben prima che sapessi di poterne far parte, parlo di Artemis III come di una delle missioni più interessanti e avvincenti dell’intero programma”.
