Alcuni sindacati dell’Arma dei Carabinieri lanciano l’allarme su alcune soluzioni previste allo stato attuale dal testo del nuovo Codice della strada. Da Usmia Carabinieri al Sim Carabinieri, non mancano le critiche allo schema di decreto legislativo di revisione. Sotto la lente sono finite in particolare le misure che interessano tre ambiti: permessi di guida, rateizzazioni e riscossione delle multe. Soluzioni che, è il messaggio, se alla fine verranno approvate dal parlamento così come sono rischiano di aggravare le incombenze di natura burocratica affidate alle Stazioni dell’Arma. Di qui lo slogan: “Più burocrazia nelle stazioni, meno sicurezza sul territorio”. Le disposizioni contenute nel provvedimento rischiano di determinare un aggravio degli adempimenti amministrativi a carico degli organi accertatori.
«Le Stazioni dei Carabinieri devono avere sempre più tempo e risorse da dedicare alla loro missione principale: essere presenti sul territorio, prevenire, ascoltare i cittadini e garantire sicurezza di prossimità», ha sottolineato Carmine Caforio, segretario generale di Usmia Carabinieri. «Mentre il Comandante Generale dell’Arma Salvatore Luongo lavora per ridurre al minimo i carichi burocratici e rafforzare le Stazioni chiedendo nuove risorse per ripianare la carenza di circa 10.000 Carabinieri e garantire una sicurezza di prossimità sempre più efficace e capillare, nuove incombenze rischiano di sottrarre preziose risorse al controllo del territorio», ha anche aggiunto.
Il segretario generale di Sim Carabinieri Antonio Serpi non ha dubbi: l’attuale schema di decreto legislativo «trasforma i Carabinieri in impiegati dell’anagrafe tributaria e in agenti della riscossione coattiva, svuotando le strade con nocumento dell’attività di controllo del territorio e ingolfando, nel contempo, le caserme di scartoffie».
«Guardiamo con attenzione alle nuove disposizioni relative ai permessi temporanei di guida, alla rateizzazione delle sanzioni e alla riscossione coattiva – ha chiarito Caforio – . Si tratta di ulteriori istruttorie, verifiche, notifiche e responsabilità che rischiano di ricadere sui reparti, impegnando personale che oggi è indispensabile per garantire il servizio operativo. Non possiamo chiedere alle Stazioni di fare sempre di più e, contemporaneamente, caricarle di nuovi adempimenti burocratici, soprattutto in un momento in cui i nuovi fenomeni criminali associati all’immigrazione clandestina destano particolare preoccupazione e la carenza organica è particolarmente avvertita presso i presidi territoriali».
Le richieste sulle competenze delle Prefetture
Per Usmia Carabinieri è quindi necessario che, nel prosieguo dell’iter legislativo, venga valutata attentamente la distribuzione delle competenze, mantenendo presso le Prefetture quelle attività amministrative che richiedono accertamenti patrimoniali e procedure specialistiche ed evitando ulteriori appesantimenti per gli organi accertatori, già provati da una cronica carenza di personale.
