L’Europa fa muro
L’Europa invece ha bocciato fermanemente la mossa di Washington. La Commissione europea ha definito le sanzioni “deplorevoli” e si è impegnata a garantire che la Cpi continui a operare in modo ufficiale. L’Italia si è detta contraria alle sanzioni e, insieme ad altri sette paesi, ha confermato la sua fiducia nell’istituzione. “Ribadiamo il nostro continuo e incrollabile sostegno all’indipendenza, imparzialità e integrità della Cpi” ed “esprimiamo il nostro rammarico e la nostra ferma opposizione all’annuncio delle sanzioni che gli Stati Uniti intendono imporre alla Corte”, hanno affermato in una in una dichiarazione congiunta i ministri degli Esteri di Canada, Danimarca, Germania, Francia, Italia, Giappone, Paesi Bassi e Regno Unito. Sottolineando come saranno loro a garantire che la Cpi possa continuare a funzionare ed operare.
Una dura condanna è arrivata anche dalla stessa Cpi, che ha parlato di un “attacco allo stato di diritto”: “La storia giudicherà questo momento”. La presidente Tomoko Akane ha assicurato che la corte continuerà ad adempiere “pienamente al proprio mandato, con indipendenza e imparzialità, agendo esclusivamente sulla base della legge e delle prove, nell’interesse delle innumerevoli vittime di crimini gravi”. Parole dure sono arrivate anche dal segretario generale dell’Onu: le sanzioni sono “un colpo al nostro impegno collettivo a favore della giustizia penale internazionale, di cui la Cpi costituisce un pilastro fondamentale”, ha detto Antonio Guterres.
Lo scontro viene da lontano
La corte è nel mirino di Trump da tempo. Nel febbraio 2025 il presidente aveva chiesto alla agenzie governative di elaborare sanzioni contro la Cpi che, a suo avviso, aveva tentato di violare la sovranità degli Stati Uniti e minare “l’attività del governo americano e dei suoi alleati, fra cui Israele, in materia di sicurezza nazionale e politica estera”. Lo scorso luglio Rubio aveva dato voce alle intenzioni dell’amministrazione, chiarendo che il suo intento era quello di “neutralizzare sistematicamente” la corte. Le sue parole erano state seguite dall’imposizione di sanzioni finanziarie e il divieto di rilascio dei visti a giudici e procuratori della corte. Le nuove misure hanno una portata decisamente più ampia e l’obiettivo di infliggere il colpo definitivo che Washington vorrebbe dare acendo leva su sanzioni anche agli alleati.
