Storie Web sabato, Ottobre 10

Le restrizioni sugli affitti brevi in molte città iberiche (a partire da Barcellona) portano la Spagna a frenare il mercato europeo degli affitti brevi di settembre con una richiesta di notti in calo (-1,2%). L’Italia va in controtendenza con un incremento del 3,5% rispetto allo stesso mese del 2025. Un segno che, dopo mesi segnati dal caldo estremo, molti viaggiatori hanno atteso un clima più mite per viaggiare in Belpaese.

La fotografia è fornita da AirDna, la piattaforma di analisi dati del settore. L’aumento italiano è diffuso: le nove città principali hanno segnato una crescita del 3,4%, trainate da Venezia (+17,2%). Anche per le regioni si è trattato di un mese molto positivo, in particolare Calabria (+18,4%), Trentino-Alto Adige (+13,1%) e Lombardia (+7,3%).

Settembre più intenso rispetto a giugno-agosto

L’Italia ha giocato un ruolo chiave anche nella vivacità del mercato registrata a settembre, periodo di transizione tra alta e bassa stagione. Tra i 93 mercati europei che contano almeno 5mila annunci, sei delle dieci località che hanno registrato un’attività più intensa a settembre rispetto ai mesi estivi sono italiane: Torino, Venezia, Milano, Firenze, Roma e Napoli. «Tutte queste città hanno vissuto estati caratterizzate da temperature elevate: è possibile che i visitatori abbiano atteso l’attenuarsi del caldo prima di prenotare un soggiorno» è la la lettura fornita da AirDna.

Un altro dato rilevante è che a livello nazionale, il volume di pernottamenti giornalieri di settembre è risultato inferiore alla media estiva solo del 9,7%: si tratta del calo più contenuto tra i cinque principali paesi europei (in Europa la flessione è stata invece del 18,3%).

Tariffe in crescita

In compenso, come sottolinea l’analisi di AirDna, «il mercato europeo degli affitti a breve termine ha generato maggiori ricavi con un minor numero di pernottamenti». L’Adr (Average daily rate, vale a dire la tariffa media giornaliera) è passata in 12 mesi da 129,49 euro a 141,02 euro, pari a +8,9% (l’inflazione nell’Eurozona è cresciuta al 3,8%). In Italia la crescita è stata del 9,9%.

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