Le due misure sono pensate per aumentare la competitività del territorio e sostenere imprese e organismi di ricerca del Lazio, rafforzando lo sviluppo delle tecnologie critiche e la capacità di innovazione del sistema produttivo regionale. Secondo la regione, “Filiere Tecnologiche” e “Step-Fri” consentiranno anche alle grandi imprese di assumere il ruolo di capofila, favorendo il cofinanziamento con investimenti privati.
In più, da settembre verranno resi noti i soggetti selezionati attraverso procedura pubblica – tra cui un fondo di Venture Capital e cinque acceleratori specializzati – che riceveranno 26 milioni di euro destinati a sostenere la crescita di startup innovative nel settore Cleantech nei prossimi tre anni.
Il ruolo dell’Unione europea
Cruciale nell’ambito della strategia della Regione è il ruolo dell’Europa. Il Lazio, con Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), sta sviluppando progetti europei per oltre 10 milioni di euro nell’ambito dei programmi I3 (Interregional innovation investements) e Horizon Europe su ricerca e innovazione. Al centro delle iniziative ci sono Smart Building Hubs, energie rinnovabili, sistemi di accumulo e intelligenza artificiale applicata all’energia.
Grande attenzione da parte della Regione, come ricorda Angelilli, viene dedicata al negoziato sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034 dell’Unione europea, e specialmente a progetti come il «Fondo europeo per la competitività, con una dotazione di 410 miliardi di euro, di cui 67,4 miliardi destinati alla transizione pulita e alla decarbonizzazione industriale, Horizon Europe per ricerca ed innovazione con 175 miliardi di euro e il Meccanismo per collegare l’Europa, che prevede circa 30 miliardi di euro anche per le reti energetiche».
Infatti, l’obiettivo del Lazio rimane «cogliere tutte le opportunità europee per rafforzare la competitività del territorio, sostenendo innovazione, ricerca e transizione energetica» ha concluso la vicepresidente.












