In un comune fuori Londra in aprile è nato un coro pensato per sostenere il benessere delle madri. Alla Bbc, l’ideatrice del progetto ha spiegato come l’idea le fosse venuta dopo la prima maternità: abbondavano i corsi da fare con i neonati, ma mancavano programmi pensati specificamente per le mamme. Se dopo la gravidanza una donna sta bene, i figli stanno bene e il beneficio si estende prima alla comunità circostante. E, poi, alla società allargata.
A fronte di questa valida tesi di base, la realtà per le mamme d’Europa oggi è però molto diversa. Stress, depressione, stati d’ansia e scarso wellbeing sono la norma, non l’eccezione. Secondo le analisi di Make Mothers Matter, una rete di 50 organizzazioni presenti in 30 Paesi, oltre 2/3 delle circa 10mila intervistate si dice mentalmente sopraffatta. Un terzo segnala di soffrire d’ansia, il 20% di depressione e il 18% di essere in burnout.
Particolarmente esposte appaiono le mamme con bambini piccoli, con più figli, quelle con reddito basso e le single. E, in termini anagrafici, le più giovani. Tra i 18 e i 25 anni, il 69% delle interpellate indica di aver avuto problemi di salute mentale, contro una media generale del 50%.
La mappa del malessere
A livello geografico è evidente che la salute delle madri è in declino in tutta Europa. Soffrono di depressione un terzo delle mamme in Svezia, un quarto in Germania e nel Regno Unito. Il 42% delle spagnole ha confermato stati d’ansia nell’anno precedente alla ricerca. E in Italia il 68% segnala di vivere con un sovraccarico mentale. Secondo Save the Children nello stivale il 59% delle donne dichiara di continuare a pensare a tutto a fine giornata (lo fa il 39% degli uomini). Il 43% sopporta il peso emotivo del sostenere gli altri e riporta problemi di salute legati al carico mentale. E sono diffusi tra loro stress cronico, ansia anticipatoria e insonnia.
Il ritorno a lavoro
Le cose non migliorano nel momento di tornare a lavorare. Molte mamme europee si trovano schiacciate tra aspettative sociali impossibili e politiche che non hanno tenuto il passo dei tempi. Mancano infatti strutture di cura per l’infanzia. Non sono adeguati i congedi per i genitori. E sono ancora diffusi in molti posti di lavoro atteggiamenti ostili alla maternità.
