Storie Web giovedì, Ottobre 8

Apple sta ampliando la propria offerta di iPhone per diverse tipologie di consumatori e sotto la guida di John Ternus dovremo abituarci, stando alle indiscrezioni, a una accelerata nel rilascio di nuovi prodotti che vanno oltre lo smartphone. L’anno scorso c’è stato un primo segnale della nuova strategia: iPhone Air, un telefono completamente nuovo che ha posto le basi tecnologiche per l’iPhone Duo, che arriverà in Italia nelle prossime settimane. Qui Apple sta sperimentando nuove forme per i suoi smartphone, con il primo pieghevole, mentre iPhone 18 Pro (e Pro Max) proseguono nel percorso dell’innovazione incrementale dei modelli più professionali e versatili dal punto di vista fotografico.

La nuova Dynamic Island

Da fuori, le differenze rispetto al 17 Pro sono difficili da notare. La più evidente riguarda la Dynamic Island, che ora occupa meno spazio nella parte superiore dello schermo. Apple ha ridotto le sue dimensioni spostando sotto il pannello OLED uno dei sensori a infrarossi, collocato nell’angolo superiore sinistro. Ora in quel piccolo spazio si possono vedere le anteprime di tre attività live contemporaneamente, per esempio le indicazioni di Mappe, un cronometro e un podcast. Con due attività attive, invece, ciascuna può essere visualizzata con una quantità maggiore di informazioni.

La nuova Dynamic Island mostra 3 attività live contemporaneamente

L’innovazione di peso

Il nuovo iPhone 18 Pro pesa 7 grammi più del 17 Pro (211 contro 204), mentre il 18 Pro Max, che ho provato per due settimane, arriva a 249 grammi, 18 in più rispetto ai 231 del 17 Pro Max. Per gli appassionati di statistiche, il peso dei Pro ha ripreso lentamente a salire, modello dopo modello, dal 15 Pro in poi. Il 15 Pro Max era sceso a 221 grammi, 227 il 16 Pro Max, 231 il 17 Pro Max e con i suoi 249 grammi il 18 Pro Max supera anche il 14 Pro Max, che era in acciaio Inox.

Il 18 Pro, come il modello precedente, ha la scocca in alluminio, mentre 15 Pro e 16 Pro erano in titanio. La scelta è andata via via verso materiali più leggeri. Il peso, tuttavia, è lievemente aumentato probabilmente perché Apple ha migliorato la performance della batteria, la dissipazione del calore e aggiunto componenti. È un sacrificio con una buona ricompensa. Se arrivate dal 15 Pro Max all’inizio avvertirete la differenza, ma non è significativa.

L’effetto A20 Pro

Il nuovo chip A20 Pro di Apple segna il passaggio ai 2 nanometri, contro i 3 nanometri dell’A19 Pro. La CPU ha sei core, due ad alte prestazioni e quattro dedicati all’efficienza energetica. La GPU, invece, ne conta sette e integra in ciascuno un Neural Accelerator, pensato per accelerare anche i carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale. A trarne vantaggio è soprattutto Siri AI, anche in prospettiva. Solo che in Europa ancora non è disponibile per lo scontro tra l’azienda e la Commissione europea che riguarda l’applicazione del Digital Markets Act. Secondo Bloomberg, la situazione è ancora lontana da una soluzione, potrebbero volerci mesi.

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