Il mondo dell’informatica piange una delle sue più importanti pioniere: Margareth Hamilton si è spenta a 90 anni dopo una vita dedicata alla scienza e allo sviluppo di software sempre più avanzati.
Sua la celeberrima foto in bianco e nero che la ritrae, giovanissima scienziata nel 1969 al Mit di Boston, accanto a una torre di quelli che sembrano essere libri e più alta di lei: in quei fogli, in realtà, si celava il codice sorgente completo del software di navigazione e guida sviluppato dal suo team per il Programma Apollo della NASA, in particolare per il computer di bordo dell’Apollo Guidance Computer.
I concetti fondamentali introdotti da Margaret Hamilton e dal suo team per le missioni Apollo sono le fondamenta logiche su cui poggiano i sistemi operativi odierni come iOS, Android, Windows e macOS. E’ grazie all’evoluzione del suo lavoro se il nostro computer rallenta ma non si spegne o se è in grado di gestire dieci applicazioni insieme senza andare in blocco totale.
La scienziata Margaret Hamilton nell’Apollo Service Command (Wikipedia)
Le cronache raccontano di come, il 20 luglio del 1969, a pochi minuti dall’allunaggio, il computer di bordo del modulo lunare iniziò a segnalare una serie di allarmi. Per qualche istante sembrò che la missione potesse interrompersi proprio durante la discesa verso la superficie lunare. Ma il software sviluppato dal team guidato da Margaret Hamilton riuscì a gestire il sovraccarico del sistema, consentendo all’Apollo 11 di completare l’allunaggio.
La notizia della sua morte arriva ufficialmente proprio da Mit che ripercorre anche la sua brillante carriera: “Pioniera dell’informatica e autrice di oltre 130 pubblicazioni, Hamilton ha contribuito a consolidare l’ingegneria del software come disciplina a sé stante. Ha lavorato al MIT dal 1959 fino alla metà degli anni ’70, in seguito è diventata un’imprenditrice e CEO di successo nel settore informatico. Il suo lavoro è stato riconosciuto con numerosi premi e onorificenze, tra cui la Medaglia presidenziale della libertà del 2016 conferitale dal presidente Barack Obama, la cui motivazione recitava: ‘Hamilton ha definito nuove forme di ingegneria del software e ha contribuito a lanciare un settore che avrebbe cambiato per sempre la storia dell’umanità. La sua architettura software ha portato a passi da gigante per l’umanità, scrivendo il codice che ha permesso all’America di mettere piede sulla Luna’”.

Margaret Hamilton, programmista della Missione Apollo (Wikipedia)
Dalle missioni spaziali ai satelliti per l’osservazione della Terra, dai sistemi di navigazione ai dispositivi medici, molti dei criteri di affidabilità introdotti in quegli anni continuano a essere un punto di riferimento per l’ingegneria del software moderna.
La scienziata Margaret Hamilton riceve la Medaglia presidenziale della libertà da Barak Obama (Wikipedia)
Margaret Heafield Hamilton nacque il 17 agosto 1936 a Paoli, nello stato dell’Indiana. Si laureò in matematica all’Earlham College nel 1958 ad appena 22 anni e, dopo un breve periodo come insegnante, iniziò a lavorare al Massachusetts Institute of Technology (MIT), uno dei principali centri di ricerca scientifica degli Stati Uniti.
Erano gli anni in cui l’informatica stava muovendo i primi passi. I computer occupavano intere stanze, disponevano di una capacità di calcolo estremamente limitata e programmare significava lavorare direttamente con macchine molto diverse da quelle che conosciamo oggi. “Il software non era ancora considerato una disciplina autonoma: l’attenzione era rivolta soprattutto all’hardware, mentre i programmi erano spesso visti come un semplice complemento”, spiegano da Ingv Ambiente. “ll software sviluppato dal gruppo di Margaret Hamilton era destinato all’Apollo Guidance Computer (AGC), il computer di bordo che assisteva gli astronauti durante le fasi di navigazione e di allunaggio. Oggi può sembrare difficile da immaginare, ma quel computer disponeva di una memoria di appena poche decine di kilobyte e di una capacità di elaborazione infinitamente inferiore a quella di qualsiasi dispositivo elettronico moderno. Eppure era chiamato a svolgere un compito straordinariamente complesso: elaborare continuamente i dati provenienti dagli strumenti di bordo, calcolare la posizione del veicolo spaziale, assistere gli astronauti nelle manovre e controllare le procedure necessarie per l’allunaggio”.
La scienziata Margaret Hamilton nel 1995 (Wikipedia)
La carriera di Hamilton andò avanti in modo spedito, al punto di fondare una azienda tutta sua nel 1986, la Hamilton Technologies, Inc. nella città di Cambridge, Massachusetts. La società nacque per sviluppare il cosiddetto Universal Systems Language basato sul paradigma di Development Before the Fact (DBTF) per la progettazione di sistemi e di software.
Fu proprio lei a rendere popolare l’espressione “ingegneria del software” (software engineering), precedentemente coniato da Anthony Oettinger. All’epoca l’ingegneria del software non era considerata con la stessa serietà di altre discipline ingegneristiche e non era vista come una scienza. Hamilton usava l’espressione “ingegneria del software” per distinzione rispetto all’ingegneria dell’hardware e con il tempo l’ingegneria del software acquisì la sua dignità scientifica.
“Dire che Margaret Hamilton è stata una pioniera, che era in anticipo sui tempi, sarebbe un eufemismo clamoroso. Era un’ingegnere del software in un’epoca in cui quel settore era ancora agli albori, e non solo ha sviluppato personalmente codici avanzati, ma ha anche guidato un team nell’utilizzo di quella tecnologia nascente per sviluppare uno dei sistemi più complessi che l’umanità abbia mai realizzato”, afferma Olivier de Weck, professore del programma Apollo e direttore ad interim del Dipartimento di Aeronautica e Astronautica del MIT. “Il programma Apollo rimane ancora oggi una delle più grandi testimonianze del potere della collaborazione, dell’ingegno e dell’ingegneria, e Margaret Hamilton ha contribuito in modo fondamentale al suo successo. E per lei quello fu solo l’inizio! In seguito, divenne un’imprenditrice e rimase all’avanguardia nel settore del software di sistema per tutta una straordinaria carriera, fungendo al contempo da sostenitrice, mentore e fonte di ispirazione per milioni di persone.”
