Per Irene Forte, il patrimonio della famiglia non è diventato un’azienda da ereditare, ma il punto di partenza per costruire un’impresa propria. Figlia di Rocco Forte, Irene è entrata presto nel gruppo alberghiero di famiglia, ma con un percorso diverso dalla semplice successione. Prima si è occupata dei programmi dedicati alle famiglie, fino alla gestione delle spa. Ed è proprio lavorando sulle spa di Rocco Forte Hotels che nasce l’intuizione destinata a trasformarsi nel suo business.
Irene nota che ogni struttura utilizza prodotti di brand diversi e cerca quindi un marchio italiano di skincare luxury capace di rappresentare meglio l’identità del gruppo. Non lo trova e decide quindi di costruirlo. Nasce così Irene Forte Skincare, un brand che prende ispirazione anche dalla Sicilia e dal Verdura resort, dove Irene aveva conosciuto una tenuta biologica e la possibilità di utilizzare ingredienti locali. L’obiettivo, però, non è creare semplicemente una linea di cosmetici naturali: il progetto combina ingredienti clean, ricerca scientifica, risultati clinici e una componente sensoriale legata allo stile di vita mediterraneo.
«Per la ricerca ho scelto di affiancare la dottoressa Francesca Ferri, con quarant’anni di esperienza nella ricerca biomedica e sugli attivi vegetali» spiega Irene Forte.
All’inizio il brand nasce soprattutto come estensione dell’attività alberghiera: i prodotti sono destinati alle spa del gruppo. Poi arriva il Covid. La chiusura degli hotel e delle spa avrebbe potuto fermare il progetto. «A quel punto ho capito che il marchio poteva vivere anche fuori dagli alberghi e decido di concentrarmi sulla skincare», racconta. I numeri? La crescita va ben oltre quella di un’attività ancillare al gruppo alberghiero.
Nel 2026 Irene Forte Skincare sta per raddoppiare il fatturato rispetto all’anno precedente. «L’obiettivo è raddoppiare il fatturato ogni anno per i prossimi tre anni», dice. Gli Stati Uniti rappresentano il principale motore della crescita e valgono oltre il 70% del fatturato realizzato dall’inizio dell’anno. Negli Usa, nello stesso periodo il brand ha messo a segno un +200% per il canale direct-to-consumer; +300% per il wholesale.
