Storie Web mercoledì, Settembre 2

Ad Asheville, per il G20 delle Finanze, l’agenda americana predisposta dal Segretario al Tesoro Scott Bessent ha impresso una svolta ai lavori imponendo un programma concentrato sull’economia e sulla crescita. Non è andata benissimo.

L’obiettivo prioritario di Washington era quello di riportare il forum alla sua funzione contabile e finanziaria originaria, contrastando il cosiddetto mission creep (l’espansione della missione originaria), e accantonando dossier come il cambiamento climatico e le disuguaglianze sociali, scelta che ha sollevato forti perplessità tra i delegati europei.

Al centro della discussione è stata messa la promozione della deregolamentazione, il sostegno agli investimenti privati e il contrasto agli squilibri del commercio globale, con un esplicito richiamo al surplus record della Cina da 1.200 miliardi di dollari

Così, dal summit in North Carolina, non era semplice arrivare ad una dichiarazione congiunta. E così è stato. A fare da spartiacque sono state l’opposizione della Cina su diversi punti chiave dell’agenda americana e le forti tensioni sul dossier geopolitico. 

Al posto del documento unitario, gli Stati Uniti hanno diffuso una dichiarazione della presidenza focalizzata sulla necessità di rilanciare la crescita e garantire la stabilità dei mercati energetici.

Ad Asheville negli Usa il G20 a guida americana (@web)

Il nodo della crescita e la nuova agenda Usa

Il filo conduttore del vertice è stato l’appello a stimolare l’economia mondiale per fronteggiare tre minacce strutturali come il debito sovrano ai massimi, l’invecchiamento demografico e l’esposizione a continui shock esterni. Tuttavia, i Paesi membri si sono divisi sulle ricette da adottare.

Anche il Presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, è intervenuto descrivendo un enorme cambiamento nell’economia globale che ciascun Paese si trova a vivere e gestire con dinamiche differenti.

Lo scontro con Pechino, Mosca e Teheran

L’agenda ambiziosa di Washington ha individuato nei surplus commerciali della Cina un elemento di potenziale distorsione dei mercati globali, citando direttamente il gigante asiatico e il suo avanzo commerciale da circa 1.200 miliardi di dollari. Si tratta di una posizione che Pechino ha respinto fermamente, arrivando, appunto, a bloccare l’approvazione del testo finale.

Parallelamente, la pressione americana per un maggiore isolamento dell’Iran e per un inasprimento del regime sanzionatorio si è scontrata con la realtà dei flussi commerciali reali, dato che la Cina continua ad acquistare circa il 90% del petrolio iraniano a prezzi scontati, vanificando i tentativi di blocco.

Il G20 in North Carolina

Il G20 in North Carolina (@web)

A complicare ulteriormente il quadro diplomatico è stata la presenza del ministro delle Finanze russo Anton Siluanov
La partecipazione di Mosca, comunicata dagli Stati Uniti ai partner europei quasi all’ultimo minuto, ha provocato l’irritazione delle delegazioni dell’Unione Europea. 

Il Commissario UE Valdis Dombrovskis ha ribadito che la crisi climatica rimane una componente fondamentale della resilienza economica, manifestando il proprio contrasto con la linea di gestione del summit. Dal canto suo, Bessent ha difeso la scelta affermando che resta comunque importante dialogare con la Russia.

Il quadro complessivo è stato definito complicato e in tempi particolari nella sintesi del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che a margine dei lavori ha svolto anche una serie di colloqui bilaterali con i colleghi di Qatar e Corea del Sud.

Il vertice parallelo di Bishkek (@web)

02/09/2026

Lo Stretto di Hormuz e il vertice parallelo di Bishkek

Nell’incapacità di raggiungere l’unanimità, la dichiarazione finale firmata dalla presidenza USA, e sottoscritta da tutti i partecipanti con la sola eccezione della Cina, ha espresso forte preoccupazione per le interruzioni nel commercio energetico. Nel testo si sottolinea infatti come la navigazione libera, sicura e prevedibile attraverso lo Stretto di Hormuz e in tutto il mondo sia una condizione imprescindibile per sostenere la stabilità economica globale.

Mentre ad Asheville si prendeva atto della frammentazione, a Bishkek, in Kyrgyzstan, si teneva in contemporanea il vertice della Shanghai Cooperation Organization. In quell’occasione il presidente cinese Xi Jinping ha incontrato Vladimir Putin e l’iraniano Pezeshkian, sottolineando la crescente capacità di Pechino di porsi come punto di riferimento e sostegno per le nazioni soggette alle sanzioni e alle pressioni diplomatiche statunitensi.

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