Dalle strade intelligenti alle reti energetiche, le grandi infrastrutture italiane stanno cambiando pelle e la rivoluzione che le sta caratterizzando passa attraverso dati, tecnologie digitali e (immancabilmente) l’intelligenza artificiale. Strade, ferrovie, ponti, impianti e sistemi logistici stanno progressivamente aggiungendo alla loro tradizionale natura di asset fisici da costruire e manutenere anche quella di “piattaforme digitali” capaci di generare, raccogliere e valorizzare informazioni.
Una tendenza alla trasformazione che ha radici solide, tanto da alimentare la crescita questo mercato a ritmi importanti e portare il valore economico della spesa in infrastrutture intelligenti del 2025 a quota 1,36 miliardi di euro, il 16% in più rispetto all’anno precedente. Il dato emerge dall’ultima ricerca dell’Osservatorio Digital & Smart Infrastructures del Politecnico di Milano, che il Sole 24 Ore ha avuto modo di consultare in anteprima, e riflette un aumento degli investimenti soprattutto in relazione ai progetti legati al Pnrr, alle risorse del programma europeo Connecting Europe Facility e alle implementazioni dei principali gestori pubblici e privati.
E c’è anche un altro indicatore importante che certifica l’attuale dinamicità del mondo infrastrutturale ed è la crescente partecipazione delle start up specializzate (l’Osservatorio ne ha censite 218 a livello globale, capaci di raccogliere finanziamenti nel solo 2025 per poco meno di 600 milioni di dollari), attori sempre più protagonisti in un ecosistema che via via sta riunendo utility, gestori, tech provider e istituzioni attorno a un patrimonio informativo condiviso.
Il settore maggiore? Quello energetico
Il comparto più dinamico, come si legge nel rapporto del Politecnico, è quello delle Smart Energy Infrastructure, che vale 460 milioni di euro e cresce del 21%, seguito dalle Smart Railway con 320 milioni (il salto in avanti è del 12%) e dalle Smart Road con 240 milioni (con un rialzo del 17%). Seguono una serie di voci di spesa che registrano variazioni positive fra il 10% e il 14% e parliamo nello specifico delle soluzioni che rendono intelligenti ponti e gallerie, che raggiungono un giro d’affari di 175 milioni di euro, aeroporti e porti (rispettivamente 75 e 50 milioni) e gli interventi per gli Smart Logistic Hub (40 milioni).
La dinamica di crescita si lega a filo doppio alla diffusione di una serie di tecnologie fra loro convergenti che abbracciano la già citata AI, l’Internet of Things e sistemi di connettività avanzata, i Digital Twin e le piattaforme di data analytics senza ovviamente dimenticare gli strumenti di cybersecurity. Tutte insieme, queste tecnologie, stanno ridefinendo il modo in cui le infrastrutture vengono progettate, monitorate e gestite e quello che sta affrontando il settore delle grandi opere, come ha osservato Damiano Frosi, co-direttore dell’Osservatorio Digital & Smart Infrastructures, è a tutti gli effetti un cambio di paradigma senza precedenti. «L’infrastruttura, da sempre un asset fisico e statico, si sta trasformando in una piattaforma digitale, dinamica e interconnessa. E se in passato – ha aggiunto ancora l’esperto – il valore di un’opera si misurava principalmente sulla sua dimensione e solidità strutturale, oggi la nuova frontiera competitiva si gioca sulla capacità di renderla intelligente attraverso software e dati».
