In Europa l’allarme “effetti collaterali della guerra in Iran è scattato subito dopo l’inizio dei bombardamenti. Il rischio di una ripresa degli attentati e nuove ondate migratorie non è da sottovalutare. I servizi segreti hanno diramato informative esaminate anche nel corso dell’ultimo Consiglio dei ministri degli Interni europei che ha confermato lo stato di allerta in tutti gli stati dell’UNIONE.
Si pensa al risveglio di cellule dormienti iraniane che stanno portando a maggiori controlli ai confini.
Non meno preoccupante la possibilità di una ripresa di forti flussi migratori verso l’Europa considerando che in Iran ci sono oltre 4 milioni di afgani, di cui oltre 700 mila rifugiati che potrebbero decidere di lasciare in fretta in Paese in guerra. Al momento il pericolo di atti terroristici in Europa non sembra però imminente sebbene ogni Stato dell’Unione misure di sicurezza come conferma il nostro ministro dell’Interno Matteo Piantedosi
( Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno )
Rafforzate dunque le misure davanti a centinaia di obiettivi sensibili sparsi su tutto il territorio nazionale, i controlli su possibili fenomeni di radicalizzazione e nei settori dell’antagonismo a favore di una o dell’altra parte in causa che possono creare problemi di ordine pubblico nel corso delle manifestazioni.
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