Storie Web lunedì, Luglio 13

Le tensioni militari in Medio Oriente riportano la volatilità sulle materie prime energetiche. Questa mattina il prezzo del petrolio, per la prima volta dal raggiungimento dell’intesa che ora vacilla, è tornato a sfiorare gli 80 dollari al barile per poi ripiegare. Il Brent è scambiato a 77,6 dollari: sale del 2% circa. Mentre il prezzo del gas cresce del 3,7% a 50,4 euro al megawattora.

Di pari passo crolla la propensione al rischio degli investitori. Le borse europee sono deboli, ma comunque in territorio positivo. Milano e Francoforte guadagnano circa lo 0,3%, più contenuti i rialzi di Londra e Parigi.

In scia alle quotazioni del greggio, a Piazza Affari si mette in evidenza Eni (+2%). In verde anche Stellantis (+0,2%) dopo le stime sulle consegne di auto nel secondo trimestre 2026 in aumento del 10% a 1,6 milioni di vetture. Male invece il produttore di semiconduttori Stm (-0,8%), in linea con il pesante rosso registrato dalle piazze asiatiche a causa delle vendite sui titoli tecnologici ad alta valutazione. Il ribasso peggiore è stato quello di Seul -9%, affossata dai produttori di chip per l’intelligenza artificiale come Samsung (-10%) e SK Hynix (-15%).

Si temono così nuovi rialzi dell’inflazione e dei tassi d’interesse. In arrivo domani il dato sui prezzi al consumo negli Stati Uniti a giugno.

Intanto i futures di Wall Street sono in negativo.

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