Segnali positivi arrivano anche dal comparto delle latifoglie, la cui produzione è prevista attestarsi intorno ai 340mila metri cubi nel 2025. Un risultato che riflette il crescente interesse verso la valorizzazione delle risorse forestali nazionali e, in particolare, delle filiere legate al castagno, specie storicamente centrale per l’economia delle aree montane e collinari italiane. Una dinamica che evidenzia il potenziale ancora inespresso della filiera italiana.
Una materia prima strategica
Dalle segherie agli imballaggi, dalle costruzioni agli allestimenti, fino alle numerose applicazioni industriali e professionali, il legno rappresenta una materia prima strategica per migliaia di imprese italiane. Solo il comparto degli imballaggi movimenta ogni anno circa 160 milioni di pallet, mentre la produzione nazionale supera gli 84 milioni di unità, confermando il ruolo centrale del legno nella logistica e nell’economia reale del Paese.
Tra i principali ambiti di crescita della domanda si conferma inoltre l’edilizia in legno, con un fatturato di oltre 2,3 miliardi di euro, secondo i dati dell’Osservatorio Edilizia in Legno 2025 di Federazione Filiera Legno.
Oltre alle prestazioni energetiche e ambientali, gli edifici in legno svolgono una funzione strategica come veri e propri serbatoi di carbonio. Allo stesso tempo, la diffusione della cantieristica off-site sta favorendo l’evoluzione del settore verso modelli produttivi più industrializzati, efficienti e innovativi, capaci di ridurre tempi di realizzazione, consumi di risorse e impatti ambientali dei cantieri.
Valorizzare tutto il ciclo di vita
«I dati EOS dimostrano che la sfida non riguarda soltanto le foreste o le singole imprese, ma la capacità del Paese di costruire una politica industriale per valorizzare il nostro materiale lungo tutto il suo ciclo di vita», ha detto Angelo Luigi Marchetti, presidente di Federazione Filiera Legno. «Disponibilità della materia prima, gestione forestale sostenibile, innovazione industriale, edilizia in legno, logistica, imballaggi e manifattura sono elementi di un unico ecosistema produttivo interconnesso e che deve dialogare con le altre filiere nazionali. L’Italia dispone di competenze, imprese e know-how di assoluto valore, ma è necessario rafforzare la capacità di fare sistema e costruire una visione comune per il futuro della filiera», conclude Marchetti.












