L’inflazione in tempo reale non esiste e questo complica il meccanismo di indicizzazione dei titoli legati al caro vita come il BTp Italia Sì e il vecchio BTp Italia. Per avere un coefficiente di inflazione sempre aggiornato c’è un complesso calcolo che va a ritroso di qualche mese per proiettare poi il dato in avanti. Una situazione che questa volta potrebbe essere vantaggiosa per i sottoscrittori del nuovo BTp Italia Sì di giugno, in quanto iniziare il calcolo a ritroso significa poter intercettare meglio la fiammata inflazionistica generata dalla guerra in Iran.
Il dato
L’inflazione come è generalmente conosciuta è una variazione percentuale su base annua tra due valori dell’indice Foi (a cui è agganciato il titolo, che è l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, ovvero un paniere che rappresenta una media dei prezzi di circa 1800 prodotti (dal pane agli smartphone, dalla benzina alle bollette). Questo indice è calcolato dall’Istat ogni mese e il dato viene rilasciato generalmente a metà del mese successivo a quello a cui fa riferimento il calcolo. Il BTp Italia Sì, e la versione precedente, utilizzano i valori dell’indice per il calcolo della rivalutazione su un intervallo di sei mesi, ma che genera uno sfasamento temporale tra periodo di vita reale del bond e periodo di inflazione effettivamente coperto.
Il calcolo
«Il BTp Italia Sì – spiega Mario Allegra, responsabile investimenti Alfa Planners Scf – ha bisogno del calcolo del coefficiente di inflazione su base giornaliera, perché il titolo ha liquidità giornaliera, per cui in ogni giorno può essere negoziato sul Mot. Il calcolo del coefficiente del titolo indicizzato lo si ottiene creando una serie di valori indice che crescono linearmente nel mese con la stessa velocità con cui è cresciuta l’inflazione in due mesi consecutivi del recente passato».
Quali in particolare? Il valore dell’indice viene pubblicato con un ritardo di almeno 15 giorni dalla chiusura del mese. Se il pagamento della cedola variabile, nel caso dell’ultimo prodotto, dovesse avvenire nei primi 15 giorni del mese, non si avrebbe a disposizione il dato per il calcolo. Esempio: supponiamo che il 10 luglio, ieri, si sia reso necessario calcolare la rivalutazione del BTp Italia Sì. Il valore dell’indice di riferimento più recente disponibile è quello di maggio, perché il valore di giugno non è ancora stato pubblicato.
«Quel valore di maggio – aggiunge Allegra va confrontato con il dato precedente, che sarà il valore di aprile, per capire di quanto è salito l’indice. Quindi per calcolare il coefficiente di luglio, prenderò la salita tra aprile e maggio e farò una interpolazione lineare, ovvero supponendo una crescita di 1% in un mese, il calcolo del coefficiente di luglio spalmerà questo 1% su 31 giorni del mese. Applicando questa formula al BTp Italia Sì appena emesso, il livello di partenza dell’indice (102,23333) è stato calcolato prendendo i valori dell’indice di marzo e aprile, quando il livello dell’indice di giugno pubblicato durante il collocamento è pari a 102,8. C’è quindi un punto di partenza più basso grazie a questo slittamento temporale».
-kgqG-U50625437102Imb-1440x752@IlSole24Ore-Web.jpg?r=1170x507)












