Storie Web venerdì, Agosto 28

Per la Gaggio Tech, l’ex Saga Coffee, storica azienda produttrice di macchine per il caffè a Gaggio Montano, sull’Appennino bolognese, dopo la riconversione industriale che ne ha fatto un produttore di plastica e metalli, comincia l’ultima fase della riorganizzazione, con ulteriori uscite e la fine del ramo operativo nella plastica. L’anticipazione della scadenza della cassa integrazione straordinaria, dal 30 settembre al 31 agosto, farà sì che lunedì finisca l’ammortizzatore sociale, come concordato tramite accordo al ministero del Lavoro, nel corso di una lunga trattativa che ha coinvolto anche le istituzioni e gli enti locali. Cominceranno le uscite che interessano 79 lavoratori per i quali si aprirà la via della Naspi. In 40 rimarranno nel ramo operativo nella lavorazione dei metalli e saranno riassorbiti nella Minifaber.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Nella Gaggio tech rimane ben poco dell’impresa da cui nacque tutta la storia, la Saeco. Venne fondata agli inizi degli anni ’80, in una zona tutt’altro che facile da raggiungere, Gaggio Montano, sull’Appennino bolognese. Gli anni ’90 sono quelli del grande sviluppo, prima dell’acquisizione della Gaggia, poi dell’ingresso in Philips. Dopo la fase di continua espansione, anche occupazionale, tant’è che all’inizio del millennio l’azienda di macchine per il caffè era arrivata a contare quasi 2mila addetti, comincia la parabola discendente. Il gruppo viene smembrato, nasce la Saga coffee, ma il rilancio ha vita breve. Alla fine del 2021, la Saga coffee che occupava 220 addetti, prevalentemente donne, attraversa una fase molto complessa e annuncia la chiusura. Segue un presidio davanti ai cancelli con una forte risonanza mediatica. Dura tre mesi, giorno e notte, al freddo dell’Appennino, diventa una vera e propria passerella di tutta la politica e del sindacato. Nel 2022 si fanno avanti due acquirenti, la Minifaber e la Tecnostamp. Nasce così la Gaggio tech e una nuova produzione che ruota intorno a plastica e metallo. A marzo 2025 l’annuncio di una nuova crisi per mancanza di commesse, la fine del ramo plastica e l’avvio di una vertenza che si è chiusura con l’accordo dello scorso luglio. Da inizio settembre rimarranno operativi circa 40 lavoratori, riassorbiti dalla Minifaber, mentre per gli altri comincerà la Naspi.

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