Storie Web giovedì, Maggio 28

Alla fine è stato il commissario europeo alla Coesione, Raffaele Fitto, a individuare una via d’uscita per gli Stati membri che chiedevano maggiore flessibilità finanziaria per affrontare la nuova emergenza energetica. Dopo settimane di confronto senza risultati concreti tra Bruxelles e le capitali europee, la Commissione ha aperto alla possibilità di utilizzare i fondi di coesione già disponibili per sostenere famiglie, imprese e investimenti energetici.

La richiesta del governo italiano

La mossa è arrivata in risposta alle pressioni di diversi governi, tra cui quello italiano. Solo poche settimane fa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva chiesto formalmente a Bruxelles di estendere anche al comparto energetico le deroghe al Patto di stabilità previste per la difesa, alla luce delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e delle ripercussioni sui mercati energetici internazionali, aggravate dalla chiusura dello Stretto di Hormuz.

L’intervento di Fitto

L’intesa politica, tuttavia, si è rivelata difficile. Da qui l’intervento di Fitto, esponente di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione con delega alla Coesione, che con una lettera indirizzata ai 27 Stati membri ha indicato una soluzione alternativa: accelerare e rimodulare l’utilizzo delle risorse della politica di coesione e del Fondo per la transizione giusta (JTF).

Il punto di partenza è una revisione volontaria dei programmi europei che ha già liberato circa 35 miliardi di euro a livello comunitario, di cui 7 miliardi destinati all’Italia. Risorse che ora potrebbero essere orientate verso interventi contro il caro energia senza aprire un nuovo fronte negoziale sul Patto di stabilità.

La richiesta di accelerare

Nella comunicazione ai ministri europei, Fitto ha sottolineato la necessità di utilizzare «pienamente e tempestivamente» i fondi europei già disponibili, soprattutto in una fase caratterizzata dall’aumento dei prezzi dell’energia e dalle crescenti pressioni su famiglie e sistema produttivo. Un richiamo che si inserisce nel quadro della nuova strategia “AccelerateEU – Energy Union”, con cui Bruxelles punta ad accelerare gli investimenti in energia pulita, resilienza industriale ed equità sociale.

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