Storie Web lunedì, Agosto 17

Per chi non ha ancora inviato la dichiarazione dei redditi del 2026 (anno d’imposta 2025) l’estate rappresenta un momento anche per gli ultimi riscontri prima della trasmissione. Nel 730 (da inviare entro il 30 settembre) e nel modello Redditi (quest’anno la scadenza è il 2 novembre perché il 31 ottobre cade di sabato e il 1° novembre è domenica) debutta il nuovo tetto massimo di spesa di 1.000 euro per figlio. Considerando che l’aliquota di detrazione è il 19% l’importo massimo detraibile è di 190 euro per ogni figlio. Attraverso le Faq delle Entrate sulla precompilata, proviamo a vedere quali spese sono già incluse nel 730 predisposto dal Fisco e quali invece vanno eventualmente integrate.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Mensa, scuolabus, pre e post scuola gestiti dai Comuni

Come spiega una delle faq, «i servizi di mensa scolastica, trasporto scolastico ed altri servizi pre e post scuola, sono spesso gestiti dai Comuni o da altri enti Locali, i quali, qualora non rientrino nell’alveo dei soggetti appartenenti al sistema nazionale di istruzione, o quando non gestiscono direttamente scuole comunali ma gestiscono solo alcuni servizi per scuole terze, non sono tenuti all’invio dei dati delle spese scolastiche ai fini della dichiarazione precompilata». Qual è la conseguenza? In questi casi, i dati relativi a tali servizi potrebbero non essere oggetto di precompilazione. A questo punto, il contribuente con i requisiti per la detrazione può «indicare tali spese in dichiarazione tra quelle detraibili» andando a integrare il 730 precompilato. Va ricordato, però, che, trattandosi di una modifica, il Fisco potrà comunque effettuare i controlli formali sulle spese inserite direttamente dal contribuente.

Le spese scolastiche inserite

Un’altra faq delle Entrate spiega che nella dichiarazione precompilata sono riportati i dati comunicati dagli istituti scolastici relativi a: tasse scolastiche, contributi obbligatori e contributi volontari ed erogazioni liberali deliberati dagli istituti scolastici o dai loro organi e sostenuti per la frequenza scolastica (ad esempio per la mensa scolastica e per i servizi scolastici integrativi o per le gite scolastiche, per l’assicurazione della scuola e ogni altro contributo scolastico finalizzato all’ampliamento dell’offerta formativa deliberato dagli organi d’istituto)

La dichiarazione precompilata contiene, in ogni caso, le informazioni relative alle tasse scolastiche per l’iscrizione, la frequenza, il sostenimento degli esami e il rilascio dei diplomi, versate con modello di pagamento F24. Si tratta, ricorda la faq, di «informazioni infatti sono già in possesso dell’agenzia delle Entrate e non vengono quindi trasmesse dagli istituti scolastici»

«Sono incluse, inoltre, nel solo foglio informativo – continua la faq – allegato alla dichiarazione precompilata anche le erogazioni liberali effettuate, a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, non deliberate dagli organi scolastici e finalizzate all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica e universitaria nonché all’ampliamento dell’offerta formativa». Il fatto che siano riportate solo nel foglio informativo comporta che il contribuente debba integrare la precompilata per poterle inserire.

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