Storie Web lunedì, Agosto 17

Il Parlamento è in ferie fino a inizio settembre. Le sedute delle aule riprenderanno il 9, ma gli occhi sono puntati sulle commissioni del Senato che nei primi giorni del prossimo mese dovranno definire la tormentata riforma della legge elettorale, dopo lo sprint impresso da governo e maggioranza all’inizio di agosto.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La tabella di marcia della riforma della legge elettorale

Gli emendamenti in commissione saranno presentati entro il primo settembre, poi il testo sarà all’esame dell’Aula dal 9, con il voto finale entro il 15. L’obiettivo è di chiudere la partita con la terza lettura alla Camera entro la fine del mese.

Il nodo delle preferenze

Il nodo della riforma, all’interno del centrodestra, è rappresentato dalla questione delle preferenze, tema su cui gli sherpa della maggioranza hanno raggiunto un’intesa di massima a inizio agosto che dovrà essere tradotta in un emendamento unitario di tutte le forze della coalizione. Un percorso ancora pieno di potenziali ostacoli, tanto che non si esclude il ricorso alla fiducia nell’ultimo passaggio a Montecitorio, dopo il voto a Palazzo Madama che dovrebbe procedere senza intoppi.

Sorprese potrebbero esserci invece durante il voto finale alla Camera, dove si potrà chiedere lo scrutinio segreto: passaggio che ha già mandato sotto la maggioranza nella votazione in prima lettura a Montecitorio sulla delicata questione delle preferenze, invisa trasversalmente a molti parlamentari. E un eventuale esito negativo del voto – si ragiona in ambienti di maggioranza e opposizione – non potrebbe non avere effetti sulla coalizione di governo.

La riforma della governance della Rai

Superato lo “scoglio” della legge elettorale, le Camere in autunno dovranno prepararsi al voto sulla riforma della governance Rai e del recepimento del Media freedom act. Un altro passaggio significativo nella corsa verso la chiusura della legislatura che potrebbe finalmente sbloccare l’indicazione dei nuovi nomi per la Vigilanza. In questo quadro, resta il nodo della presidenza dell’ente radiotelevisivo pubblico su cui Forza Italia al momento sembra essere ferma sul nome di Simona Agnes, non gradito alle opposizioni che ne fanno più una questione di metodo (l’imposizione della maggioranza) che di sostanza sulla persona.

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