Storie Web lunedì, Agosto 17

Non si scioglie il dilemma programma/primarie che arrovella il campo largo e anima la discussione. Con meno botta e risposta – complice la pausa ferragostana – ma qualche suggerimento e fuga in avanti.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

È il caso di Riccardo Magi: il segretario di + Europa è pronto a candidarsi alle primarie. Una scelta che però non va giù a una parte dei “suoi” (gli stessi che mesi fa avevano chiesto un congresso anticipato per rimettere in discussione il segretario) riaprendo così le crepe già profonde nel suo partito.

Dall’altro lato c’è il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi che, in un’intervista al Mattino, ha rilanciato il modello del “campo largo” napoletano come esempio nazionale. Un metodo fatto di problemi concreti da affrontare – ha sottolineato il primo cittadino – discussione aperta e alla fine, la sintesi. Risultato: «un campo largo molto compatto», ha detto orgoglioso il sindaco che punta al bis nel capoluogo campano e allontana così un suo futuro “altrove” come quello di un suo ruolo di federatore della coalizione, ventilato tempo fa.

Sulle modalità della sfida Manfredi si è schierato: nessun veto sulle primarie, ma prima vengano i contenuti. In linea, dunque, con il mantra della segretaria del Pd Elly Schlein ribadito dopo le bordate dei 5 Stelle pro primarie e anti Kiev, quando ammonì il leader Giuseppe Conte M5s: «Prima il programma condiviso da tutta l’alleanza e poi le primarie». Per la leader Dem, la logica è che chi vince ai gazebo, deve poi guidare tutta la squadra non solo il proprio partito. Allo stesso modo per Manfredi, “bisogna partire dalla proposta politica – ha suggerito – Poi se si riuscisse a trovare una sintesi con un accordo condiviso sarebbe la cosa migliore. Però non dobbiamo avere paura delle primarie, sono una espressione della volontà popolare». Ha poi elencato i punti essenziali di una piattaforma comune: i salari («sono bassi e rappresentano un’autentica emergenza»), la sanità, la casa, le diseguaglianze.

Magi: «Io correrei con grande entusiasmo»

Al di là del rebus non risolto, di certo al momento in campo si contano più giocatori che tempi e regole di gioco. L’ultimo a unirsi alla lista dei papabili è Magi che si è fatto avanti con un’intervista alla Stampa uscita a Ferragosto: «Io correrei con grande entusiasmo», ha annunciato. Ma ha anche piantato due paletti che considera imprescindibili e su cui sembra sfidare i più: l’idea di Europa e la posizione sulla guerra in Ucraina. «Il nostro futuro è nell’Unione europea», ha affermato spiegando che l’Europa è l’ultimo baluardo contro il nazionalismo del governo Meloni e delle destre europee. E ha aggiunto la spina dell’Ucraina che semina distanze rispetto al movimento di Conte. Magi si è detto pronto alle primarie in nome di Più Europa.

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