Storie Web venerdì, Maggio 29

New Glenn, uno dei due razzi di Blue Origin, la società spaziale di Jeff Bezos è esploso nella notte tra giovedì e venerdì sulla rampa di lancio di Cape Canaveral, nel mezzo dei preparativi per il suo invio nello spazio con un carico di satelliti. A bordo del vettore non c’erano astronauti.

«Abbiamo riscontrato un’anomalia durante il test di accensione statica», ha riferito l’azienda in un post su X, aggiungendo che «tutto il personale risulta presente all’appello. Forniremo aggiornamenti non appena avremo maggiori informazioni». «Anomalia» è l’eufemismo comunemente utilizzato dalle aziende spaziali per descrivere un fallimento di lancio o un’esplosione.

Alcuni filmati, rilanciati dai media americani, hanno mostrato quella che sembrava essere l’accensione dei motori, seguita da un’esplosione e da un’enorme palla di fuoco che avvolgeva il sito di lancio. «È troppo presto per conoscere la causa principale, ma stiamo già lavorando per scoprirla», ha dichiarato Jeff Bezos tramite X. «È stata una giornata molto dura, ma ricostruiremo tutto ciò che dovrà essere ricostruito e torneremo a volare. Ne vale la pena».

L’azienda aerospaziale voleva collocare 48 satelliti nella orbita terrestre bassa, con l’obiettivo di espandere le capacità di banda larga in capo al colosso dell’e-commerce e dei servizi di cloud Amazon. New Glenn, che dei due razzi di Blue Origin era quello progettato per portare nello spazio i carichi più pesanti, ad aprile aveva fallito la missione per collocare in orbita un satellite per le comunicazioni.

L’incidente è la seconda esplosione di un razzo registrata negli ultimi giorni, dopo che una Starship di SpaceX, la società del patron di Tesla Elon Musk, è andata in fiamme al momento dell’atterraggio, al termine di un volo di prova. La SpaceX di Musk e la Blue Origin di Bezos stanno gareggiando per contribuire al ritorno dell’uomo sulla Luna prima della prevista missione con equipaggio della Cina nel 2030, progettando i lander lunari che la Nasa utilizzerà.

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