Storie Web venerdì, Settembre 18

Il vino volàno di turismo o il turismo leva per rilanciare il vino? È l’interrogativo sul quale nei giorni scorsi a Montefalco (Perugia) si sono confrontati imprenditori, amministratori locali, ricercatori e opinion leader nell’incontro dal titolo “Il valore del vino: economia, territorio, qualità. Quale futuro?” organizzato da Coldiretti Umbria. Un incontro nel quale si è cercato di tracciare una traiettoria di sviluppo per un comparto cardine dell’economia umbra.

In regione coltivati 13mila ettari di vigneto

Un settore che può contare su 13mila ettari di vigneto e una produzione media di 500mila ettolitri (13 Doc, 2 Docg e 6 Igt) oltre ad aziende con brand riconosciuti come la Arnaldo Caprai (artefice della riscoperta del Sagrantino di Montefalco) o come la Lungarotti di Torgiano che vanta, nella propria cantina, uno dei primi musei del vino in Italia. Senza dimenticare che a cavallo tra Umbria e Lazio c’è un altro pezzo da 90 del vino italiano, l’azienda Famiglia Cotarella fondata dall’enologo di fama internazionale Riccardo Cotarella assieme al fratello Renzo.

Nel 2026 seconda regione in Italia per crescita dei turisti

Il vino umbro ha ora la possibilità di mettere a frutto le proprie potenzialità grazie alle nuove rotte del turismo. Secondo i dati della piattaforma “Alloggiati Web” del Viminale l’Umbria è, alle spalle della Calabria, la regione italiana nella quale, nel primo semestre dell’anno, il turismo è cresciuto di più: +9,7% in Umbria contro il +10,5% della Calabria. Ben al di sopra del +4,4% della media nazionale.

Occorre destagionalizzare il turismo e estenderlo a nuove geografie

«Anche quest’anno si registrerà una crescita del turismo in Italia – ha commentato l’imprenditrice turistica e presidente del Sole 24 Ore, Maria Carmela Colaiacovo -. E non era affatto scontato. Per il futuro le parole d’ordine sono destagionalizzazione e diversificazione coinvolgendo geografie diverse dalle grandi città d’arte». A Bruxelles si sta studiando una strategia per il rilancio delle aree interne e l’Umbria, per storia, identità e cultura ha tutte le carte in regola per esserne protagonista. «Mentre l’enogastronomia, – ha aggiunto Colaiacovo – già oggi tra le principali attrattive turistiche in Italia, può rivelarsi decisiva per le aree come l’Umbria. Occorre però investire in professionalità e competenze adeguate».

Cotarella (Coldiretti): creare maggiore valore per le imprese

«Il vino umbro ha grandi potenzialità e qualità – ha concluso la presidente di Coldiretti Umbria, Dominga Cotarella – ma dobbiamo creare le condizioni perché questo si traduca in maggiore valore per le imprese. Serve potenziare le strategie di promozione, innovazione, aggregazione e valorizzazione dell’origine, con politiche sempre più capaci di sostenere la redditività e la competitività delle aziende».

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