Droni e intelligenza artificiale per studiare i fiumi, censirli e individuare tronchi e rami. E creare mappature da utilizzare per valutare eventuali fenomeni eccezionali. È quanto sottolinea uno studio internazionale realizzato da un pool di ricercatori e a cui hanno partecipato anche quelli del politecnico di Torino e dell’Arpa della Valle d’Aosta, pubblicato con il titolo “Detection of Large Woody Debris in Braided-Rivers RGB-UAV Dataset: A Comparative Study” sulla rivista scientifica Remote Sensing.
Un quadro del sistema fluviale
Un lavoro che, come sottolinea Carlo Camporeale, docente del Politecnico di Torino e coautore dello studio, permette di avere una visione più ampia del quadro fluviale. «Attraverso le immagini e l’impiego dell’intelligenza artificiale – sottolinea – si riesce a distinguere tra il materiale ligneo e quello che ha le radici e si ricostruisce anche l’ambiente endemico». Non solo: «attraverso il confronto delle immagini realizzate in periodi differenti si riesce a capire l’evoluzione e il cambiamento dei fiumi».
Legno e fiumi intrecciati
A caratterizzare i corsi d’acqua, come si legge anche nello studio, sono i detriti legnosi «con forme irregolari e imprevedibili», molto spesso si tratta di tronchi interi, frammenti, ammassi confusi che «visti dall’alto, in una fotografia, si confondono facilmente con la ghiaia, i sassi e la terra circostante: stesso colore, texture simile, contorni poco netti». Senza dimenticare poi i cosiddetti i fiumi “intrecciati” che si dividono in molto canali e cambiano aspetto a ogni piena, « particolarmente dinamici e difficili da monitorare su larga scala».











