Una scena inimmaginabile, per lunghi decenni. Eppure è avvenuta. Proprio a L’Avana. Il direttore della Cia, John Ratcliffe, seduto allo stesso tavolo del ministro degli Interni cubano e del Capo dei servizi segreti dell’isola.
Il Dipartimento di Stato americano, come preludio all’incontro con la Cia, ha rilasciato una dichiarazione offrendo all’isola 100 milioni di dollari in aiuti, accettati dal regime di Castro giovedì, in cambio di “riforme significative del sistema comunista cubano”.
L’incontro tra Ratcliffe e i vertici del governo cubano, documentato dalle foto diffuse dalla stessa agenzia di intelligence statunitense, rappresenta finora la tappa più importante dei due mesi di negoziati poco trasparenti tra Washington e L’Avana.
Un dialogo stentato
Entrambe le parti hanno annunciato il loro impegno ad «affrontare seriamente le questioni economiche e di sicurezza», proprio quando l’emergenza energetica e alimentare si fa più dura: l’embargo americano, negli ultimi quattro mesi, è divenuto soffocante.
Il giorno prima dell’atterraggio all’Avana del Boeing C-40B Clipper, l’aereo di Stato, con a bordo una delegazione ufficiale guidata dal direttore della CIA John Ratcliffe, le autorità cubane avevano annunciato un nuovo e catastrofico rapporto sulla situazione bellica. « Non abbiamo assolutamente carburante . Non abbiamo più riserve», ha dichiarato il ministro dell’Energia e delle Miniere Vicente de la O Levy alla televisione cubana.
La crisi delle forniture di gas e petrolio sta causando gravi problemi ai servizi essenziali come ospedali e trasporti. I cubani, sempre più allo stremo delle forze, manifestano con i cacerolazos, concerti di pentole e coperchi.