Storie Web domenica, Novembre 8

I corpi erano nell’appartamento dell’aggressore: il padre di 53 anni, la madre di 52 e la sorella di 20, tutti uccisi a colpi d’arma da fuoco. Lo ha confermato a Tvn24 il vice ispettore Andrzej Fijołek, portavoce del capo della polizia polacca: il bilancio della strage di sabato pomeriggio a Cracovia sale così a nove morti.

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L’attentato

L’attentato è avvenuto poco dopo le 15 di sabato, quando un giovane, un cittadino polacco di 24 anni in mimetica, ha raggiunto a tutta velocità il Rynek Główny, la piazza simbolo della città, a bordo di una Subaru nera senza targa. Lì ha aperto il fuoco sui passanti con un fucile semiautomatico AR-15. In pochi minuti sono morte sei persone, quattro donne e due uomini, tra cui un cittadino britannico. I feriti sono una quindicina, molti in gravi condizioni. Tra loro ci sono due agenti, colpiti quando l’uomo ha risposto al fuoco durante l’arresto all’incrocio tra le vie Stradomska e Dietla. Dopo una notte critica uno dei due è stato operato, l’altro è in coma.

Il capo di Stato maggiore Wiesław Kukula ha chiesto ai militari di donare il sangue per i feriti. Anche l’attentatore, raggiunto dai colpi della polizia, è «gravemente ferito» e in condizioni critiche, ha riferito Fijołek.

I video circolati sui social mostrano passanti che scappano in ogni direzione e altri che prestano i primi soccorsi ai feriti a terra. Molti hanno cercato riparo nei negozi e nei ristoranti attorno alla piazza, affollata come ogni sabato da cittadini e turisti.

Nell’auto, secondo la portavoce Katarzyna Cisło, c’erano «numerose armi e munizioni». L’uomo aveva il porto d’armi, mentre è stata smentita la notizia che fosse un soldato.

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