Storie Web giovedì, Settembre 3

Il modello può anche combinare fotografie diverse, collocarle virtualmente nello spazio e immaginare corridoi, porte o aree di passaggio che le colleghino. È una funzione potente, ma anche il punto nel quale ricostruzione e generazione rischiano di confondersi: quando mancano informazioni, Atlas non recupera la realtà nascosta, bensì costruisce una soluzione plausibile.

L’azienda lo dichiara apertamente. Con una sola immagine il sistema deve inventare gran parte di ciò che non vede; aggiungendo fotografie, la ricostruzione diventa più fedele. In alcuni casi bastano due o tre viste, mentre per riprodurre con maggiore precisione un luogo Atlas può elaborarne più di cento.

Il risultato può essere restituito come filmato, nuvola di punti oppure attraverso i 3D Gaussian splats, una tecnica che rappresenta una scena mediante milioni di elementi tridimensionali colorati e consente di esplorarla in tempo reale. Le applicazioni più immediate riguardano cinema, videogiochi, progettazione, effetti speciali e ambienti virtuali.

Le sfide dei Worl Model

World Labs sostiene che Atlas superi alcuni modelli video nella capacità di seguire movimenti complessi della telecamera e diversi sistemi open source specializzati nella ricostruzione 3D. I confronti sono stati condotti, rispettivamente, attraverso valutatori umani e benchmark accademici sull’errore di ricostruzione.

Sono però risultati presentati dalla stessa società. Non è stato pubblicato un articolo scientifico completo con tutti i dettagli del modello, dei dati di addestramento e delle procedure di valutazione, né Atlas è ancora disponibile liberamente: sta entrando in una fase di accesso anticipato con un gruppo selezionato di partner.

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