Storie Web giovedì, Settembre 3

IL PUNTO – Attacco a Lipsia, pista russa e polemica sui visti: spunta un documento rilasciato dall’Italia

Si stringe il cerchio attorno agli autori del grave attacco ibrido avvenuto all’aeroporto di Lipsia, dove tra il 4 e il 14 agosto sono stati individuati tre droni carichi di esplosivo, uno dei quali è impattato contro un aereo cargo della DHL. Gli inquirenti tedeschi, risaliti ai sospetti tramite tracce di DNA e l’analisi delle celle telefoniche, hanno identificato due uomini con legami diretti con i servizi segreti di Mosca: un cittadino di origine russa con passaporto lettone e un bielorusso con passaporto russo. Ad accendere il dibattito politico politico in Italia e in Europa è il fatto che quest’ultimo fosse in possesso di un visto turistico rilasciato dalle autorità italiane, potenziale chiave d’accesso allo spazio Schengen.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine del vertice informale Ue a Wicklow, ha subito annunciato verifiche sulle procedure di rilascio, ricordando come le concessioni avvengano nel rispetto dei requisiti ordinari in assenza di segnalazioni di sicurezza. Fonti qualificate della sicurezza hanno successivamente chiarito che il cittadino bielorusso non è comunque mai transitato sul territorio italiano. La notizia ha tuttavia riaperto lo scontro all’interno dell’Unione Europea sulle limitazioni ai visti turistiche per i cittadini russi.

Durante i lavori del Gymnich, l’Alta Rappresentante Ue Kaja Kallas ha sollecitato una netta stretta sui rilasci, sostenuta da un blocco di paesi guidato da Germania, Polonia e repubbliche baltiche, preoccupati per i numeri elevati di accessi registrati nell’ultimo anno. Il tema vede contrapposte le diverse anime dell’Unione, con stati come Italia, Francia e Spagna che in precedenza avevano evidenziato le difficoltà tecniche relative al blocco selettivo degli ingressi.

La tensione diplomatica tra la Germania e il Cremlino è intanto al massimo storico. A seguito della decisione di Berlino di chiudere il consolato russo a Bonn e rescindere i contratti con la Casa Russia, Mosca ha convocato l’incaricato d’affari tedesco promettendo rigide ritorsioni. Nel frattempo, sia Parigi sia i vertici dell’Unione Europea hanno formalmente convocato i rappresentanti diplomatici russi per esprimere una ferma protesta, mentre la Germania resta in stato di massima allerta per la protezione delle proprie infrastrutture critiche.

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