Storie Web mercoledì, Giugno 17

È durato circa tre ore l’interrogatorio dell’ex premier socialista spagnolo, José Luis Rodriguez Zapatero, davanti al giudice dell’Audiencia Nacional, José Luis Calama, iniziato alle 9:12 e proseguito fino alle 12:30. L’ex presidente del governo di Madrid (2004-2011) è indagato nel caso Plus Ultra, relativo al salvataggio pubblico concesso all’omonima compagnia aerea da 53 milioni di euro nel 2021, durante la pandemia di Covid 19. L’icona del socialismo spagnolo è il primo ex capo di un esecutivo a essere interrogato in un’inchiesta penale nella Spagna democratica, in cui è indagato per presunti reati di organizzazione criminale, traffico di influenze, riciclaggio di capitali e falso documentale.

Lui nega le accuse, la Procura gli ritira il passaporto e gli impone di non lasciare il Paese

Nel corso dell’audizione, Zapatero ha negato di aver esercitato “alcuna influenza” per favorire la compagnia aerea Plus Ultra, riferiscono fonti giudiziarie citate dai media iberici, fra cui El Pais e l’agenzia Efe. Nei suoi confronti la Procura anticorruzione ha chiesto come misure cautelari il ritiro del passaporto per il rischio di fuga, con l’obbligo di comparire ogni 15 giorni per la firma in sede giudiziaria, oltre al divieto di lasciare il Paese. Le accuse popolari (figura prevista dalla procedura penale spagnola), rappresentate dal conservatore Partido Popular, hanno chiesto la custodia cautelare per il rischio di fuga.

 

Le ipotesi dell’accusa: al vertice di una rete internazionale

Secondo l’ipotesi investigativa, Zapatero sarebbe il presunto “vertice” di una rete di influenze finalizzata a ottenere vantaggi per terzi in cambio di commissioni. Sotto la lente pagamenti fatti a Zapatero dalla società Analisis Relevante, controllata dall’imprenditore Julio Martinez Martinez, amico dell’ex presidente, per 490.780 euro; e per altri 239.755 euro alla società Wathefaw S.L. delle figlie dell’ex premier, che tuttavia non risultano indagate nell’inchiesta. L’indagine riguarda inoltre presunti rapporti con operazioni internazionali milionarie legate al petrolio venezuelano, oro, valute e una possibile società off shore a Dubai, aspetto che l’ex premier è stato chiamato a chiarire davanti al giudice.

El Mundo (El Mundo)

E il giudice gli chiede anche del “tesoro” di gioielli, si ipotizzano altri reati

Zapatero ha inoltre risposto al giudice sul tesoro di gioielli, stimati in 1,3 milioni di euro, ritrovati lo scorso 19 maggio dalla polizia giudiziaria in una cassaforte del suo studio, la cui origine “non è giustificata” e per i quali il giudice Calama ha aperto un fascicolo separato, ipotizzando nei confronti dell’esponente del Psoe anche i reati di frode al Fisco e contrabbando. L’ex leader socialista sostiene che provengano da eredità familiari e regali di viaggi.

 

“Restituirò la fiducia a quanti ora dubitano”

Al termine dell’interrogatorio, Zapatero ha diffuso un comunicato in cui assicura: “Restituirò la fiducia a quanti ora dubitano” della sua innocenza. “Anzitutto, [voglio] ringraziare tutti per l’attesa e anche la cittadinanza. Sono stato 29 giorni in silenzio, preparando questo momento e quelli che verranno” scrive l’esponente socialista nella nota, riferendosi alla richiesta di rinviare l’interrogatorio, inizialmente fissato per il 2 giugno, per avere tempo di preparare la sua difesa. “Ho taciuto per rispetto alla Giustizia e al Giudice, che era chi doveva per primo ascoltarmi. Non abbiate dubbi che nei prossimi giorni darò le spiegazioni opportune” ha segnalato l’ex premier.

L'ex premier spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero

L’ex premier spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero (ansa)

Nella nota, l’ex inquilino della Moncloa spiega di “essere accusato di gravi reati che non ho commesso. Sempre mi sono comportato con decenza e onestà, e ora ho davanti il compito di dimostrarlo, con assoluta trasparenza e con piena fiducia” assicura. “Ho presentato al Tribunale un’autorizzazione universale volontaria perché possa constatare l’inesistenza di società, denaro, prodotti finanziari o qualunque attivo con mia titolarità diretta e indiretta. Perché non ho assolutamente nulla fuori dalla Spagna” giura l’ex premier indagato, senza fare riferimenti ai gioielli da 1,3 milioni di euro sequestrati nel suo ufficio.

“Quando uno sa di essere completamente innocente, come nel mio caso, e ha piena fiducia nella Giustizia, la cosa più dolorosa è sapere che molta gente può sentirsi delusa se crede nelle cose che si dicono su di me” scrive ancora il leader socialista. “Il mio messaggio è anche diretto a tutti i concittadini e le concittadine: chiedo loro fiducia. Non li deluderò”, assicura Zapatero. “Ci costerà più o meno tempo dimostrarlo, ma la verità si farà strada e restituirò la fiducia a coloro che oggi dubitano. Lo vedrete. Molte grazie” conclude l’ex presidente del governo di Madrid.

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