Nel momento in cui diminuiscono i trasferimenti pubblici mentre aumentano le risorse che noi dobbiamo retrocedere allo Stato, è chiaro che il manager di un museo ha tra gli obiettivi principali la crescita dei visitatori e il fundraising, per aumentare ricavi e risorse private. Attività che non sono in contraddizione, ma anzi a supporto di quello che rimane lo scopo per cui esistiamo, ovvero la conservazione e la valorizzazione del nostro patrimonio artistico.
Come è cambiata Brera sotto la sua direzione, da questo punto di vista?
Le do alcuni numeri: Grande Brera comprende, oltre alla Biblioteca Braidense, alla Pinacoteca, a Palazzo Citterio e al Cenacolo, anche il Museo nazionale dell’arte digitale in fase di realizzazione, la Cavallerizza sede del Fai e la Mediateca, che è chiusa da dieci anni e presto riapriremo. Tutto questo genererà quest’anno circa 16 milioni di euro di ricavi, con oltre 11 milioni di proventi da biglietteria, e il resto frutto di concessioni, liberalità e sponsor e trasferimenti dallo Stato. Un dato in crescita rispetto ai 15 milioni del 2025, ma soprattutto rispetto ai 6 milioni di euro del 2024 e i 4,8 milioni del 2023. Anche i visitatori sono aumentati in modo significativo: al mio arrivo, nel 2023, la Pinacoteca di Brera contava 463mila ingressi per un totale di 3,5 milioni di incassi da biglietteria. Quest’anno arriveremo a 650mila visitatori, con 6 milioni di ricavi, superando per la prima volta il Cenacolo che, avendo gli ingressi contingentati, non può salire sopra le 540mila visite. Brera con il Cenacolo è diventata, se si escludono le aree archeologiche, il terzo museo d’Italia per numero di visitatori, dopo gli Uffizi e l’Accademia di Firenze. Con 200 dipendenti e un bilancio sopra i 15 milioni, di fatto siamo una vera azienda e come tale dobbiamo agire.
Anche i contributi privati sono in crescita? Milano ha una lunga tradizione di sostegno delle imprese alla cultura.
E infatti è così. Quello che ho visto nelle mie diverse esperienze, è che le imprese e i professionisti, quando vengono coinvolti attivamente nei progetti, in particolare quelli di carattere sociale, rispondono in modo anche più generoso rispetto alla richiesta iniziale. Quando sono arrivato, nel bilancio 2023, i ricavi da sponsorizzazioni e da Art Bonus ammontavano a zero euro. Nel 2025 siamo arrivati a 200mila euro di sponsorizzazioni e a 950mila euro di erogazioni liberali, grazie soprattutto al Patto per Brera, che ho lanciato nel 2024, con il supporto dell’agenzia Comin&Partners. È un’iniziativa che fa leva sull’Art Bonus e si pone l’obiettivo di creare un circolo di mecenati, persone e aziende che si impegnano a sostenere il progetto della Grande Brera e con le quali condividere attività istituzionali e culturali. L’obiettivo è creare un museo all’avanguardia per nome, brand, progetti culturali e sociali, eventi e mettere Brera al centro della dinamica di crescita che sta vivendo Milano, di cui beneficiamo e che, al tempo stesso, alimentiamo.
