Un piatto di pasta nel cuore di Roma per provare a ricucire uno strappo che, negli ultimi giorni, rischiava di farsi profondo. Elly Schlein e Giuseppe Conte si sono incontrati a pranzo in un ristorante a Campo de’ Fiori, un vertice informale ma ad alto tasso politico pensato per stemperare le tensioni e riannodare il filo del dialogo nel campo del centrosinistra.
Il faccia a faccia arriva all’indomani di settimane caratterizzate da botta e risposta a distanza, culminati nelle frizioni sui temi internazionali e sulle modalità di coalizione. Un clima di tensione che aveva inevitabilmente riacceso i dubbi sulla tenuta del cosiddetto “campo largo” e sulla possibilità di costruire un fronte unito in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.
Nonostante la volontà dichiarata di archiviare le polemiche e concentrarsi sugli obiettivi condivisi, il vertice ha confermato che la strada è ancora in salita. Non è solo questione di leadership del Campo Largo ma questione di programma. Quando il giorno prima del pranzo Elly Schlein mandava il cronoprogramma a Giuseppe Conte dicendo “Prima il programma e poi le primarie”, apriva una questione cruciale per poter rappresentare davvero l’alternativa di governo al centrodestra. Ma solo se su alcune questioni si riuscirà a trovare una sintesi capace di “non nuocere” ai due bacini elettorali e alle anime più al centro o a sinistra della coalizione.
Il sogno americano di Matteo Renzi che vorrebbe un campo largo sul modello dei Democratici in cui per le primarie ci si divide per poi, una volta scelto il candidato, andare tutti insieme dritti alla meta, non funziona negli Usa. Le primarie d’oltreoceano ultimamente sembrano più vicine alla logica di House of Cards piuttosto che a quella renziana.
Figuriamoci dunque se possano reggere per il centrosinistra allargato italiano. Nell’epoca più rosea, per mettere insieme l’Ulivo del 1996, servirono 88 tesi.
Zelensky al consiglio UE. Le posizioni di Pd e M5S sul riarmo e sull’Ucraina sono molto diverse (reuters)
Per questo sebbene il pranzo sia andato bene, sebbene abbia rinfrancato e rilassato gli animi dei due principali competitor del campo largo, la metafora culinaria applicata alla politica dice che fra i due c’è chi sceglie il menù “mare” e chi il menù “monti”. Sullo sfondo del colloquio restano infatti nodi politici complessi e tuttora irrisolti
La politica estera e il nodo ucraino
Le distanze sulla gestione del conflitto in Ucraina e sugli aiuti militari continuano a rappresentare un terreno accidentato, difficile da uniformare in una visione comune.
Il test parlamentare sulla difesa europea
All’orizzonte si profilano voti cruciali, come il banco di prova parlamentare legato al prestito europeo per la difesa, che rischia di accentuare i distinguo tra il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle.
Il programma comune e le primarie
Resta da definire l’architettura programmatica e il metodo per la scelta dei candidati, con il nodo delle primarie che continua a dividere le strategie dei due partiti.
Il pranzo di Campo de’ Fiori fotografa dunque una tregua necessaria e la ripresa del confronto, ma rimanda a futuri tavoli di trattativa la soluzione dei veri nodi programmatici che separano i due principali partiti d’opposizione.
Diciamo che siamo, più o meno, all’antipasto e la Coalizione deve arrivare fino “all’ammazzacaffè”.

Il pranzo della distensione tra Giuseppe Conte ed Elly Schlein si è svolto a Campo de’ Fiori a Roma (web)
