Storie Web mercoledì, Luglio 15

Le parole del Governatore

Dopo Patuelli è toccato a Fabio Panetta prendere la parola. «L’economia mondiale attraversa una fase di transizione, influenzata da due forze di segno opposto. La prima è lo shock generato dal conflitto in Medio Oriente, che ha provocato rincari energetici, accresciuto l’incertezza e riaperto timori di strozzature nelle catene di approvvigionamento. La seconda è la diffusione dell’intelligenza artificiale, che sostiene gli investimenti, il commercio di beni e servizi ad alta tecnologia, gli andamenti azionari e – con essi – la ricchezza e i consumi delle famiglie», questo l’esordio del Governatore di Bankitalia che ha poi evidenziato come gli effetti di queste due forze non siano uniformi.

Mentre gli Stati Uniti «beneficiano della minore esposizione agli shock energetici e dell’elevata capacità di sviluppare e applicare le nuove tecnologie» e in Cina, «la crescita trae sostegno dalle esportazioni manifatturiere e tecnologiche, ma resta condizionata dalla dipendenza dall’estero per le forniture energetiche», nell’area dell’euro, «l’aumento dei costi dell’energia ha aggravato un quadro già segnato da bassa crescita» e «anche il contributo dell’intelligenza artificiale agli investimenti – ha aggiunto – è più contenuto che altrove». Risultato: nei mesi successivi all’inizio del conflitto, «il clima di fiducia delle famiglie è peggiorato; le prospettive per le imprese dei servizi si sono indebolite. L’inflazione oscilla attualmente intorno al 3 per cento, e si manterrebbe al di sopra di tale valore fino all’inizio del 2027».

A proposito delle banche Panetta ha ricordato il loro ruolo centrale nel finanziamento dell’economia italiana. «Il peso del credito si è ridotto nel tempo, ma resta più elevato che negli altri principali paesi europei, soprattutto per le imprese. Da noi – ha aggiunto il titolare di Palazzo Koch – i debiti bancari delle aziende rappresentano oggi il 14 per cento della somma dei debiti finanziari e del capitale, e il 46 per cento dei soli debiti finanziari». Per il Governatore da questa centralità deriva una responsabilità rilevante per le banche che «sono chiamate a mantenere un equilibrio delicato ma essenziale: rispondere alle esigenze di finanziamento di famiglie e imprese con adeguato merito di credito, preservando al tempo stesso la qualità degli attivi e la propria solidità».

Per Panetta le aggregazioni «avviate o annunciate» nel settore bancario italiano sono un processo che «può rafforzare il sistema nel suo complesso, accrescendo l’efficienza e migliorando la qualità dei servizi a famiglie e imprese sono risultati, tuttavia, «non automatici». Le buone aggregazioni – ha aggiunto – «dipendono dalla solidità patrimoniale degli intermediari risultanti dalle operazioni, dalla sostenibilità dei piani industriali e dei modelli aziendali, dalla capacità di realizzare sinergie effettive e di integrare strutture, procedure e culture diverse. Il consolidamento va giudicato dalla sua capacità di conseguire questi obiettivi, preservando al tempo stesso concorrenza, pluralismo e vicinanza alle esigenze dell’economia reale».

Sul punto il Governatore ha sottolineato che la Banca d’Italia, d’intesa con Bce e le altre autorità nazionali valuta, «ciascuna operazione sulla base di questi criteri» e verificandone «la conformità alle norme».

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