Il 90% è quindi la soglia di garanzia prevista dal PNGLA 2019-21 e confermata anche dal nuovo PNGLA 2026-28, approvato a giugno 2026, per la piena adempienza delle Regioni in materia di rispetto dei tempi di attesa.
Promossi e “bocciati”
Secondo l’analisi realizzata da Salutequità, le Regioni che nei primi 5 mesi del 2026 sono in grado di garantire il rispetto dei tempi massimi di attesa per le prime visite con codici di priorità B, D e P in almeno il 90% dei casi, sono la Basilicata (anche se per la classe di priorità U-Urgente, 3 giorni, non viene riportato alcun dato) e le Marche. Il Veneto invece riesce a centrare il risultato per i codici B e P, mentre per la classe D è lievemente sottosoglia. Anche il Lazio si avvicina alla soglia di garanzia del 90% per le classi B e D (ma non la raggiunge), mentre è pienamente adempiente sulla classe P. Particolarmente distanti dalla soglia di garanzia la Puglia, la Provincia Autonoma di Trento, Umbria, Sicilia, Sardegna, Friuli-Venezia Giulia e Abruzzo.
La soglia di garanzia del 90% dei casi di rispetto dei tempi di attesa viene ampiamente centrata, in media a livello nazionale, solo in ambito oncologico (95,9%). Arrancano dermatologia e allergologia (61,8%), oculistica 66,6% e urologia 68,7%.
Per quanto riguarda gli esami diagnostici risultano pienamente adempienti rispetto alla soglia di garanzia la Regione Basilicata (anche se per la classe di priorità U non viene riportato alcun dato) e il Veneto. Più critiche invece Umbria, Sicilia, Puglia, PA Trento, Friuli-Venezia Giulia e Abruzzo.
Praticamente in Italia solo 6.862.469 di cittadini vedono rispettati i tempi massimi di attesa previsti dalla Legge, cioè l’11,64%.
