Una di quelle figure di un calcio che non c’è più, Osvaldo Bagnoli resterà nella storia per quello scudetto vinto con una pattuglia di onesti giocatori che lui portò allo Zenit. Anno 1984, al Napoli arriva Maradona, Bagnoli intanto con Garella in porta, Tricella libero, Brigel e Fanna, Elker e Galderisi in avanti, guida l’Hellas Verona ad un indelebile scudetto di provincia con un calcio concreto e pragmatico fatto di offside e ripartenze. Classe 33, milanese della Bovisa, onesto giocatore di Serie B e C, da tecnico dopo Como nel 1981 arriva in gialloblù, subito una promozione in Serie A, poi due finali di Coppa Italia fino all’impresa dello scudetto. Una storia, quella con il Verona, che durerà fino al 1990, per poi passare al Genoa, dove di lui resta soprattutto la vittoria a Lanfield contro il Liverpool e il cammino fino alla semifinale di Coppa UEFA. E infine un anno e mezzo all’Inter, un secondo posto e mesi dopo un esonero all’età di 59 anni. Lascia giovane la carriera di allenatore di un calcio che forse già non riconosceva più.
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