Storie Web giovedì, Luglio 16

“Il rapporto sull’economia ‘underwater’ italiana fattura 3.5 miliardi di euro, è un numero gigantesco e rappresenta una importante nocità nelle politiche industriali del nostro Paese. Andrea Prete, Presidente Unioncamere è netto: “Parliamo di cavi per telecomunicazioni, energia, dati che fanno del nostro Paese uno snodo cruciale tra Europa, Africa e Medio Oriente”. L’underwater economy italiana fattura 3.5 Miliardi di euro e questo è il dato che emerge dal rapporto realizzato dall’Osservatorio Nazionale sull’economia del mare di Informare, Azienda della Camera di Commercio di Frosinone e Latina con il contributo scientifico del Centro Studi G.Tagliacarne. 

Le 189 imprese censite occupano complessivamente 63.458 addetti, pari allo 0,34% dell’occupazione nazionale, generano 30,5 miliardi di euro di fatturato, pari allo 0,72% del totale nazionale e producono 7,3 miliardi di euro di valore aggiunto, equivalenti allo 0,68% dell’economia italiana.

In particolare il valore dei prodotti e sistemi riconducibili alla dimensione subacquea è passato in meno di dieci anni da 1,1 miliardi di euro a 3,5 miliardi, con una crescita del 216%.

L’analisi si è basata su una riflessione dei principali ambiti di attività e delle tecnologie underwater e ha interessato attualmente i seguenti assi di sviluppo: 

– Difesa e sicurezza (sorveglianza subacquea, dispositivi warfare e contromisure, protezione di cavi e condutture strategiche, mezzi autonomi e semi-autonomi), 
– Energia offshore (istallazione, monitoraggio e manutenzione di piattaforme oil & gas, Impianti eolici offshore), 
-Telecomunicazioni e infrastrutture critiche (posa, manutenzione e monitoraggio di cavi sottomarini), 
-Ricerca scientifica e ambientale (oceanografia, monitoraggio climatico, biodiversità̀ marina, mappatura dei fondali), 
-Deep sea mining (estrazione di terre rare, noduli polimetallici).

 

Il Rapporto evidenzia inoltre il ruolo crescente delle tecnologie strategiche e dell’innovazione. Le imprese censite detengono complessivamente 12.659 brevetti, dei quali 2.840 riconducibili alle tecnologie STEP, tra Deep Tech e Net-Zero Technologies, con Lombardia e Lazio che concentrano oltre il 91% dell’intero patrimonio brevettuale strategico.

Sul piano del capitale umano, le imprese censite impiegano 25.403 laureati, pari al 40% degli addetti totali, una quota quasi doppia rispetto alla media manifatturiera nazionale.

“Il rapporto – spiega Giovanni Acampora, Presidente della Camera di Commercio di Frosinone e Latina – evidenzia un sistema produttivo straordinario che deve rappresentare una prospettiva futura capace di essere già oggi una realtà industriale concreta. Questo studio è la prima pietra di un percorso ancora tutto da scoprire”
 

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