Storie Web giovedì, Novembre 5

NEW DELHI – Un tribunale di Hong Kong ha condannato a 10 anni di carcere Joshua Wong, l’uomo simbolo delle battaglie per la democrazia nella ex colonia britannica. La sentenza giunge a soli due mesi dal giorno in cui Wong, che sta già scontando una condanna per sovversione, sarebbe tornato in libertà.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La pena inflitta giovedì dall’Alta Corte è tra le più severe comminate in base alla legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino. La supera solo quella a 20 anni inflitta dell’ex magnate dei media Jimmy Lai ed è identica a quella toccata all’ex docente di diritto Benny Tai.

I tre erano figure di spicco del movimento che si è battuto senza successo per una maggiore libertà politica nel territorio cinese a statuto speciale. La loro detenzione sottolinea gli sforzi delle autorità per reprimere il dissenso da quando, dopo le proteste di massa del 2019, Pechino ha introdotto la legge sulla sicurezza nazionale.

Wong – che ha già trascorso sei anni di prigionia e il mese scorso ha festeggiato il suo trentesimo compleanno in una cella – lo scorso settembre si è dichiarato colpevole di aver cospirato in collusione con forze straniere. All’epoca delle proteste Wong aveva incontrato politici statunitensi e americani, provocando l’ira di Pechino. La sua scarcerazione era prevista per il mese di gennaio.

Secondo l’accusa Wong avrebbe cospirato insieme all’attivista in esilio Nathan Law e ad altre persone per chiedere a Paesi stranieri, organismi o individui al di fuori della Cina di imporre sanzioni o blocchi, oppure di intraprendere altre azioni ostili contro il governo. Dichiarandosi colpevole, Wong ha sottolineato di non aver mai invocato l’indipendenza di Hong Kong né di aver cercato di promuovere un cambio di regime in Cina.

Condividere.