Storie Web giovedì, Settembre 3

Narwal ha presentato a IFA di Berlino il Freo 20, robot aspirapolvere e lavapavimenti che arriva sul mercato europeo a 999 euro. È il primo modello della famiglia Freo a montare FlowWash, il sistema di lavaggio finora riservato alla serie Flow, cioè alla fascia più alta del catalogo. Una chiara mossa di posizionamento, quella di prendere la tecnologia che l’azienda considera il proprio vantaggio competitivo e spostarla di un gradino verso il basso, dove la concorrenza cinese è più affollata.

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Piccolo passaggio su FlowWash: si tratta di un sistema, per chi non lo conoscesse, che abbandona i due dischi rotanti che l’industria ha adottato quasi ovunque e li sostituisce con un rullo piatto in microfibra. La superficie di contatto con il pavimento, secondo i dati dichiarati, è circa sette volte superiore. Mentre il rullo gira in senso contrario alla direzione di marcia, sedici ugelli lo bagnano con acqua pulita portata a 60 gradi, un raschietto interno e una pompa ad aria estraggono l’acqua sporca. La pressione esercitata sul pavimento è di 12 newton. Il risultato pratico è che il panno viene rigenerato di continuo durante il lavoro, senza il ritorno alla base che sui sistemi tradizionali interrompe la sessione ogni pochi minuti.

Nel mese di prova questa differenza si è vista soprattutto su due fronti. Il primo è la resa sullo sporco secco e appiccicoso, quello da cucina: macchie di sugo o di caffè rimaste sul pavimento per ore vengono rimosse in una passata, dove i moci rotanti tendono a distribuirle. Il secondo è l’odore. Un panno che viene risciacquato in tempo reale con acqua calda resta più pulito, e la base non diventa il serbatoio di umidità stantia che chi usa questi robot da qualche anno conosce bene. Sui pavimenti in gres e in parquet trattato il comportamento è stato regolare, con tempi di asciugatura brevi.

L’aspirazione dichiarata è di 31.000 pascal, numero che nelle schede tecniche ha ormai perso significato perché nessun produttore lo misura allo stesso modo. Conta di più il comportamento sul campo, e va detto che il Freo 20 si è comportato come ci si aspetta da un prodotto di questa fascia: raccoglie briciole e sabbia senza passaggi ripetuti, gestisce i tappeti a pelo corto sollevando il rullo di lavaggio, fatica su quelli a pelo lungo come tutti i concorrenti. Anche il sistema DualFlow anti-groviglio sembra funzionare senza problemi.

La parte su cui Narwal insiste di più in comunicazione è NarMind Pro, il sistema di navigazione autonoma basato su doppia fotocamera RGB, chip da 10 TOPS e mappatura tridimensionale TrueView. L’azienda dichiara il riconoscimento di oltre trecento oggetti domestici e, soprattutto, la capacità di adattare il comportamento al contesto: alzare la potenza vicino alla ciotola del cane, abbassare il rumore accanto alla stanza di un bambino, distinguere lo sporco umido da quello secco per decidere se aspirare o lavare. Nella prova il riconoscimento degli ostacoli si è rivelato affidabile su cavi, calzini, e ciabatte, con qualche errore su oggetti scuri appoggiati su pavimenti scuri. L’adattamento contestuale è più acerbo di quanto il comunicato lasci intendere: funziona quando le zone vengono definite nell’app, molto meno come comportamento spontaneo del robot. Resta una direzione interessante, che però va giudicata sui prossimi aggiornamenti software.

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