Storie Web lunedì, Luglio 13

Negli ultimi anni si è osservata in Italia da un lato un vero e proprio boom della capitalizzazione azionaria, trainata da performance record degli indici; dall’altro, persiste la preoccupante contrazione del numero delle società quotate. A ciò si affiancano le grandi transizioni in atto: l’innovazione tecnologica con l’integrazione dell’intelligenza artificiale e la messa a regime della regolamentazione delle cripto-attività, e la transizione verso la sostenibilità, caratterizzata da un percorso di progressiva semplificazione delle regole di rendicontazione Esg per le aziende. C0me al solito si presenta ricca di temi la Relazione Annuale Consob per il 2025 che segnala anche il forte impegno profuso dall’autorità nella tutela dei risparmiatori, in risposta a un aumento esponenziale delle frodi digitali e degli abusivismi finanziari perpetrati online.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

I delisting

Come detto il 2025 ha segnato traguardi storici. L’indice principale Ftse Mib ha registrato un rialzo del 31,5%, mettendo a segno la migliore performance degli ultimi vent’anni e superando gran parte dei benchmark europei. A fine 2025, la capitalizzazione del mercato regolamentato (Exm) ha raggiunto i 1.042 miliardi di euro, a cui si sommano i 10,1 miliardi del mercato dedicato alle Pmi (Egm). Questo trend di crescita non si è fermato al 31 dicembre: al 30 giugno 2026 la capitalizzazione complessiva ha toccato l’impressionante quota di 1.209 miliardi di euro. Il 72% di questa crescita è stato trainato dal settore finanziario e bancario. In ogni caso a fine maggio 2026 il rapporto tra capitalizzazione di mercato e Pil nell’Unione Europea era appena il 75% (51% per l’Italia), in netto contrasto con il 247% degli Stati Uniti.

Eppure, come anticipato, a questi numeri da record fa da contraltare un fenomeno inverso: la fuga dalla Borsa. A fine 2025 il numero delle società quotate sul mercato principale è sceso a 198 unità. Nel corso di tutto il 2025 non si è registrata alcuna nuova Ipo (Offerta pubblica iniziale) sul mercato Exm; una criticità che è proseguita anche nel primo semestre del 2026, periodo in cui si è assistito unicamente a un passaggio (translisting) dal segmento Egm al mercato principale.

Per tentare di arginare questa emorragia, sono state introdotte le riforme previste dal Testo Unico della Finanza (Tuf). A fare da contraltare a questo movimento di “ritirata” dell’equity c’è stata l’azione nel segmento del debito: i provvedimenti di approvazione dei prospetti obbligazionari (non-equity) sono quasi triplicati nel 2025 (da 24 a 69), evidenziando un positivo fenomeno di reshoring obbligazionario che ha riportato in Italia emissioni per 108 miliardi di euro.

L’azione sulle criptovalute

Quanto al tema dell’innovazione tecnologica, la Consob ha lavorato al completamento del quadro normativo europeo, in primis con il Regolamento MiCAR per la gestione delle cripto-attività. Mentre la Relazione al 2025 riporta che l’Autorità aveva ricevuto 33 istanze di autorizzazione, i dati più aggiornati condivisi a voce confermano che, alla scadenza del regime transitorio nel luglio 2026, la Consob ha formalmente autorizzato 8 Casp (prestatori di servizi per le cripto-attività) oltre a un intermediario bancario. Parallelamente, l’Autorità ha abbracciato le potenzialità dell’intelligenza artificiale, sviluppando e testando internamente prototipi algoritmici capaci di analizzare moli immense di dati per intercettare preventivamente anomalie di mercato, casi di greenwashing sui bond ecosostenibili e schemi di frode sul web.

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