Per una parte della società Tiscali, azienda di telecomunicazione fondata da Renato Soru alla fine degli anni 90 e oggi parte del gruppo Tesselis, inizia una nuova era. Al Mimit, nella riunione cui hanno partecipato anche i sindacati e la Regione, è stata confermata la cessone del per la parte B2c al Gruppo Canarbino che, per la prima volta, ha partecipato all’incontro.
Un perimetro di 600 lavoratori
L’operazione, come fanno sapere dal Mimit, verrà formalizzata attraverso la società controllata Smeraldo, «per un perimetro occupazionale complessivo di circa 600 lavoratori». Il Gruppo Canarbino, attivo nel settore energetico, «si appresta così a valorizzare il perimetro consumer, con l’obiettivo di raddoppiare la propria forza lavoro complessiva grazie all’integrazione di queste attività, estendendo il proprio business anche alle reti di telecomunicazioni».
Via libera dal Tribunale di Cagliari
La cessione ha ottenuto ieri l’approvazione del Tribunale di Cagliari nell’udienza dedicata. L’affitto del ramo d’azienda diventerà operativo a partire dal 1° giugno. All’attenzione del ministero e della Regione c’è anche la parte non coinvolta della società Tiscali. «Il progetto coinvolge complessivamente 563 lavoratori a livello nazionale che saranno assorbiti dalla nuova realtà aziendale – ricordano dalla Regione -. A marzo gli esuberi dichiarati da Tiscali-Tessellis erano 180 su un totale di 729 lavoratori sul territorio nazionale. Restano invece attualmente esclusi dal processo di acquisizione del Gruppo Canarbino 47 lavoratori della sede sarda, oltre a due giornalisti». L’azienda ha inoltre comunicato che 10 giornalisti su 12 hanno accettato l’incentivo all’esodo.













