Tre minuti per tornare allo smartphone

Nella maggioranza dei Paesi il traffico è cresciuto molto durante l’intervallo e le pause per l’idratazione, seguendo uno schema: appena il gioco si interrompe gli spettatori riprendono in mano lo smartphone e le connessioni crescono; quando la partita ricomincia, la curva scende. In alcuni casi sono sufficienti tre minuti di pausa per produrre un picco misurabile.

In una minoranza di Paesi accade tuttavia il contrario. In Algeria, Tunisia, Giordania, Egitto e Repubblica Democratica del Congo lo streaming è largamente diffuso come mezzo per guardare le partite e questo genera traffico web che non è distinguibile da quello degli smartphone.

L’Argentina prima anche nel traffico

La nazionale con la maggiore capacità di modificare l’attività online è stata l’Argentina, in grado di spostare del 17% il traffico mediano del Paese. Seguono Francia, Spagna, Norvegia, Brasile, Portogallo e Marocco.

Ogni turno a eliminazione diretta poteva essere l’ultima partita mondiale di Lionel Messi, alla sua sesta partecipazione, e anche la finale contro la Spagna ha lasciato un segno su Internet con 20 punti percentuali in più di traffico.

Le scommesse perdono il weekend

Il calendario allargato ha modificato anche il traffico commerciale. Prima del torneo il collegamento a siti di gioco e scommesse seguiva un trend settimanale, con picchi durante i fine settimana. A partire da giovedì 11 giugno, data della partita inaugurale tra Messico e Sudafrica, sono invece iniziate le richieste e con incontri disputati quasi ogni giorno, il profilo si è appiattito ed è diventato più costante.

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