Storie Web giovedì, Ottobre 1

Le imprese italiane a controllo estero sono progressivamente cresciute, ma soprattutto è cresciuto il loro contributo all’economia nazionale: realizzano il 21% del fatturato e impiegano circa il 10% degli occupati. Questo trend come ha cambiato le caratteristiche del tessuto imprenditoriale italiano?

Le imprese a controllo estero sono pienamente integrate nel sistema produttivo italiano. Per ogni euro di valore aggiunto diretto ne attivano 2,1 e a ogni addetto diretto corrispondono 3,4 addetti sostenuti attraverso le interdipendenze produttive. L’impatto si estende quindi a filiere e territori, anche sul fronte dell’innovazione: le imprese estere realizzano il 38,1% della R&S d’impresa nazionale e, inserite nei network internazionali, favoriscono la diffusione di competenze, tecnologie e nuovi standard organizzativi.

Per multinazionali quali sono le specificità più attraenti del Paese? E quali le criticità?

L’attrattività dell’Italia dipende dalla qualità dell’ecosistema: filiere evolute, fornitori specializzati, innovazione, competenze, università e ricerca. Le criticità: rendere più semplice e prevedibile l’investimento, con efficienza della Pa, chiarezza delle regole, coordinamento tra centro e territori e tempi delle decisioni.

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