Si tratta di prodotto che, in condizioni normali, presenta una domanda più contenuta sul mercato italiano, ma che nell’attuale fase di scarsità beneficia della generale tensione delle quotazioni e riesce pertanto a spuntare prezzi superiori rispetto ai livelli abituali.
Situazione analoga anche per le verdure a foglia
Una situazione analoga si sta riscontrando anche per le verdure a foglia. Anche qui si è registrata una contrazione dei volumi disponibili e una crescita dei prezzi. Attualmente al Car di Roma l’Indivia riccia è quotata 3,80 euro al chilo come anche la Scarola. La paura per le famiglie e per la filiera stessa è quella che possa diventare un lusso fare un sugo o una insalata.
Altroconsumo: per il caffé listini cresciuti del 44% dal 2021 a oggi
Tra i prodotti alimentari che stanno registrando i maggiori rincari c’è anche il caffè sia per quello consumato al che per la tazzina preparata a casa. A sottolinearlo è Altroconsumo che ha ripreso dei recenti dati Istat. «Cosa c’è dietro questi aumenti – si chiedono ad Altroconsumo –? Sui mercati internazionali il costo della materia prima è più che raddoppiato rispetto al 2021 ma questo dato a solo non spiega del tutto i prezzi. Secondo l’Istat – continuano da Altroconsumo – il prezzo del caffè al consumo ha registrato un incremento ben superiore a quello di molti altri prodotti alimentari, arrivando a registrare un +21% nel 2025 rispetto all’anno precedente e un +44% rispetto al 2021».
Il caso del vino, quotazioni in calo del 2,3% ma consumi fermi
Ma all’interno del settore alimentare non tutti i comparti sono alle prese con l’escalation dei prezzi. Ad esempio, ad essere alle prese con una vera e propria deflazione è il vino. A dare l’allarme l’Unione italiana vini secondo cui il settore made in Italy è stretto nella morsa tra prezzi al consumo in calo e costi di produzione in aumento. «A settembre – spiegano all’Uiv – l’indice Istat dei prezzi al consumo del vino ha fatto segnare -2,3% su base annua e meno 0,3% sul mese precedente. Una dinamica in controtendenza con l’inflazione generale e che mette a dura prova le imprese costrette contemporaneamente a sostenere i rincari su alcune delle principali voci di costo».
I rincari nei costi produttivi pesano ancora di più
Tra rincari energetici, vetro, trasporti e logistica, prodotti enologici e packaging le imprese vivono contemporaneamente una situazione di inflazione a monte e di deflazione a valle che non sta favorendo un rilancio dei consumi mentre comprime i margini. «Confidiamo – ha commentato il presidente Uiv, Lamberto Frescobaldi – in ulteriori interventi da parte del Governo italiano e della Commissione Ue. Alle nostre imprese serve un intervento strutturale sull’energia, il rafforzamento delle garanzie pubbliche per facilitare l’accesso al credito e incentivi agli investimenti».











