Storie Web giovedì, Aprile 23

I rapporti di Phelan con gli altri alti funzionari del Pentagono erano tesi da mesi, e questo ha senza dubbio influito sulle dimissioni forzate. Ma il problema principale pare sia stato il rapporto con il capo del Pentagono che lo scorso autunno ha licenziato il capo di gabinetto di Phelan, Jon Harrison, segno che i due non andavano d’accordo da tempo. «Phelan non aveva capito di non essere lui il capo. Il suo compito è eseguire gli ordini ricevuti, non quelli che ritiene dovrebbero essere impartiti».

«Hegseth – dice ancora la fonte ad Axios – ha avuto attriti anche con il Segretario dell’Esercito Daniel Driscoll, ampiamente elogiato per l’iniziativa di radicale trasformazione dell’Esercito messa in atto, e caro amico del Vicepresidente JD Vance. La differenza tra Phelan e Driscoll è che Driscoll sta ottenendo ottimi risultati con la sua iniziativa di trasformazione. In più, è vicino a Vance. Phelan non è nessuna di queste due cose» ha dichiarato una fonte interna al Pentagono. Hegseth resta nelle grazie di Trump perché gode di un solido rapporto con il presidente, con Vance, con il Segretario di Stato Marco Rubio e con il Generale Dan Caine, capo degli Stati maggiori riuniti. «Questi sono i quattro rapporti più importanti che possa avere, e sono buoni», ha affermato un alto funzionario dell’amministrazione. «Ma qui non si sa mai», ha aggiunto.

Il ritmo dei licenziamenti imposto da Hegseth nelle forze armate – scrive The Atlantic – è superiore a quello di qualsiasi altro capo del Pentagono nell’era moderna, compresi quelli avvenuti durante i vent’anni di guerra in Iraq e Afghanistan. Dall’arrivo di Hegseth, il Pentagono ha rimosso improvvisamente il presidente del Joint Chiefs of Staff (il più alto ufficiale militare), il comandante della Marina statunitense e il numero due dell’Aeronautica, insieme a decine di alti ufficiali e avvocati militari di tutte le forze armate.

Le dimissioni e le tensioni all’interno del Pentagono sono solo uno dei problemi che in questi ultimi mesi hanno coinvolto Hegseth. Il capo del Pentagono è stato chiamato in causa anche quando un suo broker ha tentato un ingente investimento in importanti aziende del settore della difesa nelle settimane precedenti l’attacco di Usa-Israele all’Iran.

Pete Hegseth è nel mirino sin dalla sua difficoltosa conferma al Senato. A metà aprile, i democratici della Camera hanno presentato una mozione per l’impeachment contro il capo del Pentagono, accusandolo di gravi reati come crimini di guerra e abuso di potere. Il provvedimento non ha praticamente alcuna possibilità di essere approvato dall’attuale Congresso, ma è il segno che il partito d’opposizione si è compattato individuando nel veterano ed ex conduttore di Fox news il nuovo obiettivo da colpire.

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