Storie Web mercoledì, Aprile 15

La Colombia dà il via a un piano drastico per contenere la proliferazione degli ippopotami discendenti dagli animali introdotti negli anni ’80 dal narcotrafficante Pablo Escobar. Il governo ha approvato un protocollo di eutanasia che entrerà in vigore nella seconda metà del 2026.

Ad annunciarlo è stata la ministra dell’Ambiente Irene Vélez durante una conferenza stampa a Bogotà, spiegando che la misura è sostenuta da istituti scientifici e ritenuta necessaria per contenere una popolazione ormai fuori controllo.

“A partire da oggi adottiamo un protocollo di eutanasia affinché le autorità ambientali possano attuare queste azioni con il supporto di istituti scientifici. È una misura necessaria per ridurre la popolazione”, ha dichiarato Vélez. “Senza questo intervento è impossibile controllarla: entro il 2030 potremmo avere almeno 500 ippopotami che colpiscono gli ecosistemi e danneggiano specie autoctone come lamantini e tartarughe fluviali”.

Secondo le stime ufficiali, oggi nel Paese vivono circa 200 ippopotami, concentrati soprattutto nella regione del fiume Magdalena. Il piano prevede l’abbattimento di circa 80 esemplari, distribuiti nelle diverse aree interessate.

“Sulla base delle valutazioni dei costi delle diverse azioni, riteniamo che circa 80 individui possano essere inclusi in questa misura”, ha aggiunto la ministra, sottolineando come l’intervento riguarderà più dipartimenti.

Le immagini diffuse mostrano gli animali nei fiumi della zona di Puerto Triunfo e le operazioni sul campo: dall’uso di dardi con anestetico alle attività di monitoraggio da parte delle autorità ambientali.

Introdotti originariamente nella Hacienda Nápoles di Escobar, gli ippopotami si sono riprodotti senza controllo per decenni, diventando una delle specie invasive più problematiche della Colombia. Senza interventi, la popolazione potrebbe arrivare a 1.000 esemplari entro il 2035.

Il piano del governo punta così a limitare l’impatto sull’ambiente e a proteggere la biodiversità locale, in un caso unico al mondo nato dall’eredità del narcotraffico.

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